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Dopo la storica promozione in C1 della stagione 1981-82, la Pro Patria si trovò ad affrontare una crisi dirigenziale ancora prima di iniziare la nuova stagione.
A causa di polemiche all’interno della dirigenza, l’iscrizione alla terza serie rimase in discussione fino all’ultimo con immaginabili conseguenze anche a livello di allestimento della rosa.
La crisi si sbloccò con l’abbandono di Giancarlo Colombo a cui succedette Mario Felotti e la Pro Patria potè affrontare il nuovo campionato.
Nel dicembre 1982 gli uomini del nuovo allenatore Soldo affrontarono la trasferta a Vicenza forti di un ruolino di marcia non esaltante ma quantomeno sufficiente.
Dopo tredici giornate i punti nel carniere erano tredici che volevano dire il nono posto in classifica mentre il Vicenza aveva la grande occasione di diventare capolista solitaria in quanto le sue compagne di primato erano di scena in trasferta: la Carrarese a Brescia e la Triestina a Parma.
I biancorossi avevano quindi l’impegno sulla carta più facile anche perché i tigrotti avevano perso quattro partite su sei disputate in trasferta.
La squadra di Mazzia poteva contare inoltre su uomini del calibro di Memo, Grop (già in serie A col Bologna) e Cavagnetto, ma soprattutto sulla classe di Albertino Bigon.
Davanti a novemila spettatori la Pro Patria disputò una gara accorta, non disdegnando le sortite offensive grazie alla presenza di giocatori come Betz e Paolino Frara.
Per tutto il primo tempo il Vicenza tenne le redini del gioco ma questo si tramutò in una supremazia sterile, fino a che al 48’ passarono in vantaggio grazie proprio a Bigon con un colpo di testa vincente su cross di Nicolini.
A questo punto il Lanerossi cercò di amministrare il risultato cercando di abbassare i ritmi della partita ma non fece i conti con la buona vena di Frara e sulle disattenzioni della difesa che, a dieci minuti dal termine, favorì l’ala tigrotta che pareggiò con un tiro a fil di palo.
Nel finale della gara i tifosi di casa fecero partire dei petardi che atterrarono sul rettangolo di gioco; uno di questi colpì Morini che restò comunque in campo.
Con questa partita si concluse l’anno 1982 che portò a casa Pro Patria una promozione ed un tranquillo posto a metà classifica.
Purtroppo il nuovo anno non fu altrettanto positivo: la classifica corta (il nono posto distava solo due punti dalla zona retrocessione) ed un finale di campionato che portò solo due punti in cinque partite fecero scivolare i tigrotti al penultimo posto che volle dire una scottante retrocessione.

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