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La Pro Patria conosce la sua quinta sconfitta cedendo sul terreno amico alla Reggiana per una rete a zero. Sconfitta immeritata che quindi brucia ancora di più, ma ormai questo è diventato uno stucchevole ritornello che inizia a non consolare più. E' frustrante vedere l'impegno e l'applicazione della squadra, la stoicità di Serafini che gioca nonostante i problemi muscolari che lo affliggono, gli sforzi di mister Colombo per trovare una quadratura, l'affetto del pubblico che ha adottato i più giovani con spirito paterno, senza che nessuno di loro possa portare a casa le giuste soddisfazioni.
La gara di oggi è stata simile alle precedenti ma elevata al cubo. Un errore di Messina, dopo che lo stesso aveva evitato due reti già fatte da parte di Anastasi  che si è fatto ipnotizzare per ben due volte quando era ormai a tu per tu con il nostro portierone, ha spalancato la porta della vittoria agli ospiti, rimasti anche in dieci per l'espulsione di Alessi.
Ad un certo punto la Pro Patria ha letteralmente preso a pallonate la porta ospite, ma un ispirato Bellucci ha parato l'imparabile e la partita si è chiusa con i soliti rammarichi.
Certamente a calcio vince chi segna e questa squadra fa molta fatica a centrare la porta avversaria.
Mister Colombo dopo la gara ha detto che valuterà tutte le alternative possibili, ma, aggiungiamo noi, queste sono poche e mal assortite. Manca il bomber, punto e a capo. Occorre prendere atto che lo schema tattico pensato in estate che non prevedeva la seconda punta tanto da sacrificare Falomi e Cozzolino non sta producendo i risultati sperati. Non vediamo miglioramenti nella performance di Siega chiaramente fuori ruolo e adattato ad una posizione che non sente sua. Lo stesso Giannone, oggi in netta ripresa con buoni spunti e dedizione in fase di pressing, sembra non trovare le sue geniali ispirazioni senza una punta alla Cozzolino che dettava il passaggio in profondità. Oggi, appena Bruccini ha simulato un movimento analogo, Giannone lo ha subito pescato con un millimetrico lancio. Ma trattasi di eccezioni che non fanno la regola.
Non sappiamo le intenzioni a tale riguardo della proprietà, peraltro ultimamente sempre più silenziosa e non sempre presente sugli spalti, in quanto non è dato a sapere se ancora interessata al futuro della Pro Patria o se in via di dismissione. Certo è che il rischio che nei giocatori subentri la rassegnazione e nei tifosi l'indifferenza è del tutto reale e questo sarebbe la vera sconfitta.
Tifosi che nulla hanno da rimproverare ai ragazzi che stanno facendo tutto quello che possono per centrare la vittoria, ora tocca a chi di dovere analizzare le scelte estive e correggere ove possibile gli errori fatti. Da valutare se attendere gennaio o intervenire subito. In entrambi i casi occorrerà fare un sacrificio economico che di fatto dichiarerà se esiste ancora un progetto a lungo termine oppure se il patron, dopo la combattuta estate, ha deciso in cuor suo di non investire più sul progetto biancoblù, anche in relazione alle attese risposte della città che parrebbero al momento "vacant".
Flavio Vergani

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