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“Cari tifosi,



Il vostro amore per la squadra ed il grande supporto che ci avete dato in questi anni non sono mai stati in discussione ed è stato proprio per voi, indomiti tigrotti, che ho deciso di iscrivere la squadra anche quest’anno. Voi siete sempre stati presenti, nonostante tutte le vicissitudini, in casa e in trasferta, col caldo e col freddo, ed è questa passione per la Pro che ci accomuna.

So che qualcuno desidererebbe un presidente più loquace e pronto ai festeggiamenti, ma gli ultimi due anni non sono stati i migliori della mia vita, sia dal punto di vista personale che professionale. Inoltre traversie ed impegni sono spesso stati strumentalizzati per spostare l’attenzione dal vero problema.

Cosa fare? Io non ho ricette. Ho già detto tante volte ciò che è necessario per valorizzare quello che è un patrimonio della città. La società non può fare tutto da sola, nemmeno se supportata dall’affetto della tifoseria. Ognuno deve fare la sua parte: i tifosi ci sono, la società anche…. ma se questo patrimonio non viene tutelato da chi dovrebbe averne a cuore le sorti… il problema resta. Certo che manca la punta. Ma in questi anni di crisi manca anche il fatturato in azienda e diventa sempre più difficile salvaguardare i posti di lavoro, figuriamoci investire, ancora e sempre da solo, in un progetto calcistico, seppur di grande coinvolgimento emotivo.

Nella prima intervista a Busto parlai degli obiettivi che mi ero prefissato:

1) la salvezza e la C1 in 3 anni

2) la costruzione del settore giovanile

3) un gruppo di persone del territorio coinvolte a tutela della Pro Patria, per dare alla società un assetto stabile e duraturo a prescindere da “forestieri” di passaggio come il sottoscritto, per evitare quanto accaduto a ripetizione nel recente passato.

Ci siamo salvati e, contro tutti i pronostici, abbiamo vinto il campionato con 71 punti. L’anno scorso abbiamo vinto di nuovo ottenendo la tanto agognata promozione in C1.

I nostri giovani sono stati convocati in Nazionale, hanno debuttato in prima squadra, altri sono stati ceduti a squadre di serie A o B, la Pro Patria è riconosciuta quale esempio a livello italiano di “cantera” di giovani talenti.

Ma il vero problema non si risolve. Siamo la squadra di Lega Pro che negli ultimi due anni ha vinto di più e che ha ricevuto di meno a sostegno del progetto: i bilanci sono pubblici.

Cari tifosi, seppur “straniero” credo di aver fatto la mia parte, voi avete fatto la vostra, però mancano tutti gli altri all’appello. Come già annunciato io non rimarrò a lungo: la mia vita personale e professionale mi porta lontano da Busto. Purtroppo però, nonostante il rischio dell’estate scorsa di non vedere iscritta la squadra al campionato, ad oggi nessun gesto concreto è stato fatto nonostante le premesse e le promesse.

E’ ora di cominciare a guardare la luna e smettere di fermarsi a guardare il dito che la sta indicando!

Un caloroso saluto a tutti e W la Pro!

Pietro Vavassori”


PS: le mie congratulazioni per l’inaugurazione della sede del Pro Patria Club, alla quale non potrò partecipare perché all’estero….purtroppo non posso permettermi di fare il Pres. a tempo pieno

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