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PESCARA. Una volta andava lui su Sky, adesso, invece, ci lavora. Non fa il telecronista o il talent, ribattezzati così dall’emittente di Murdoch coloro che sono deputati al commento tecnico. Non è difficile imbattersi in un ragazzone bruno (adesso molto abbronzato) e pieno di tatuaggi se si gira in qualche centro commerciale tra Pescara e Chieti. Diverso nella sua nuova veste, ma è sempre lui con il suo solito sorriso. Parliamo di Luca Paponetti, ex attaccante di Pescara, Lanciano, Crotone, Pro Patria, Acireale e Giulianova, che da qualche tempo lavora come promoter per Sky. Il 29enne attaccante di Avezzano ha lasciato il calcio professionistico da tre anni e adesso ha scoperto un nuovo mondo. E’ strano trovare un ex calciatore professionista, ancora giovane e con qualche anno di carriera davanti, che svolge un lavoro “normale”. Paponetti ha lasciato il suo ultimo contratto a Giulianova, tre anni fa. «Le gambe non mi reggevano più per fare calcio a certi livelli» racconta, l’ex attaccante cresciuto nel Pescara. «Non mi vergogno di fare un lavoro normale come fanno tante persone. Ho chiuso con il calcio vero quando mia moglie ha dato alla luce la nostra stupenda bimba e volevo garantire loro una vita normale, dove non fosse mancato nulla». Ed ecco l’inizio della nuova carriera. «Degli amici mi avevano detto che Sky stava selezionando del personale e lo stipendio era buono. Ho subito mandato il curriculum. Chiaramente avevo poche speranze perché nella mia vita avevo fatto solo il calciatore. Dopo poche settimane, però, mi hanno assunto. Sono tre anni che lavoro per Sky e mi trovo molto bene. Nel frattempo, continuo a giocare ma a livello dilettantistico. Nell’ultimo campionato ho giocato aSilvi, in Promozione. Lì posso ancora divertirmi e magari fare qualche gol». Il Paponetti di 7-8 anni fa era un toro d’area con discreti colpi. «Una volta», dice sorridendo, «da giocatore “vero” ero un cavallo pazzo e della mia carriera rimpiango di non essere stato più calmo. A Pescara, per esempio, rimpiango di non aver avuto la testa. Pensavo troppo alle serate nei locali e alla vita mondana. A 20 anni con tanti soldi e tante distrazioni era difficile non farsi rapire dalla vita notturna, poi, mi è dispiaciuto molto litigare con alcuni tifosi durante una trasferta a Sorrento». Oltre a Pescara, dove ha fatto l’esordio a 19 anni con Simonelli in panchina, ha giocato anche a Crotone. «Bella esperienza nel primo anno, ma poi è arrivato Lerda in panchina... Il peggiore allenatore che io abbia mai avuto. Con lui non ho mai legato fin dai tempi del Pescara e alla fine sono stato messo sul mercato. Comunque, l’anno più bello fu quello alla Pro Patria, poi ho subito sei interventi al ginocchio e la mia carriera è finita rapidamente». Il calvario inizia nel 2008. «Mi ero sottoposto a diversi interventi e non riuscivo più ad allenarmi bene. Non avevo più la cartilagine al ginocchio e non potevo fare il calciatore professionista. Nel 2010 potevo firmare per l’Avellino guadagnando tanti soldi, però non mi reggevo in piedi». Ed ecco che la sua vita, dopo la seconda parentesi di Giulianova, è cambiata. «La mia vita rispetto a prima è cambiata tanto, specie a livello economico. Spese folli? In passato tante, come i due rolex». Soldi, popolarità e un ginocchio “nemico” che lo ha costretto a fermarsi. «Vedo tanti ragazzi che appena iniziano a firmare i primi contratti si montano la testa e pensano di essere dei divi anche se giocano in Seconda divisione o in serie D. A questi ragazzi dico di tenere i piedi per terra perché il futuro non si sa cosa può riservare». Paponetti è ancora tifoso del Pescara. «Spero che torni subito in serie A. La società ha preso giovani molto forti e poi Nello può far fare il salto di qualità». Nello, come lo chiamano i suoi amici, è Aniello Cutolo. «Ho giocato con Cutolo a Crotone e lo conosco molto bene. E’ il giocatore adatto per Pescara perche’ è uno che infiamma lo stadio. Grande bomber e bravissima persona». (l.d.m.)FONTE : IL CENTRO DI PESCARA

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