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Non può non avere un significato profondo la presenza del Patron nel settore ospiti del Sinigaglia. Dopo aver osservato Pro Patria-Venezia dal settore ospiti (o come diavolo si chiama quell’incomprensibile muro-groviglio-mausoleo di tubi) dello Speroni, la sua marcia di “avvicinamento” si è compiuta sul lariano cemento. L’ho osservata, Patron, durante la gara con i veneti. Lei ha sofferto e gioito come tutti i tifosi presenti allo stadio. Noi abbiamo sofferto e gioito come lei. Senza differenze. Oggi, a Como, lei si è seduto tra noi, tra la gente della “sua” squadra. Ed ha vissuto con noi una normale e normalmente fantastica giornata da supporter biancoblù. Scommetto che tutti i presenti, piacevolmente sorpresi dalla sua presenza, abbiano pensato come me : “ma perché non lo ha mai fatto prima”?
Oggi, Patron, lei è stato saduto su un gradone di attempato calcestruzzo attorniato da tifosi giovani e giovanissimi, da signori e signore di mezza e terza età. Avrà sicuramente posato gli occhi anche sul passeggino del piccolo Tommy che ha conosciuto la vita extrauterina da pochi mesi ed è già convinto che il mondo sia assolutamente e indiscutibilmente biancoblù. Che meraviglia. Siamo pochi Patron, siamo pochi. Lei ha ragione. Pochi, ma buoni. E non è una frase fatta. Oggi lo ha constatato ancora una volta con i suoi occhi, con le sue orecchie. Trabocchiamo di amore per questa squadra e non ci servono le vittorie per regalare cori ed applausi. Ci serve grinta, voglia ed orgoglio. Non siamo viziati ed avvezzi ai trionfi, noi siamo combattenti dal cuore grande e quando i ragazzi in campo onorano la maglia, la vittoria diviene un prezioso optional. Lei sa benissimo che abbiamo paura del futuro. Lei sa che i nostri occhi seguono il pallone sull’erba e i nostri pensieri rincorrono le sue promesse di disimpegno.
Il campionato passerà, tra vittorie e sconfitte, con o senza punte. E tornerà un’altra estate con la consapevolezza che potrà essere l’ultima della nostra Pro Patria. Non sarà una sorpresa, lo sappiamo fin da ora. Proprio per questo, Patron, le chiedo : cosa possiamo fare noi? Cosa dovremmo fare secondo lei? Ci parli, tifoso tra i tifosi, e ci indichi una strada da percorrere al suo fianco. Noi non possiamo aiutarla economicamente più di quanto facciamo con abbonamenti e costi di trasferta sempre più elevati. Noi ci siamo, in casa e in trasferta, noi viviamo di Pro Patria tutti i santi giorni. Noi ci incazziamo e ci commuoviamo, sparliamo e ragioniamo sui forum e sui blog. Ci impegnamo molto in un giornale che parla solo di Pro, abbiamo raddoppiato con enormi sacrifici la sede del Pro Patria Club, alcuni di noi hanno sudato sangue per produrre un bellissimo libro che racconta il trionfo dello scorso torneo, abbiamo una mostra di livello assoluto che aspetta solo un luogo per trasudare storia e gloria. Cosa potremmo fare ancora? Non ci punisca con un silenzio gravido di ammonimenti, e, soprattutto, non ci ferisca citandoci assieme a quella parte di città che l’ha abbandonata e che sta scavando, silente e sghignazzante, la fossa della nostra Pro Patria.
 Chiunque ama sinceramente questi colori ci troverà sempre al suo fianco.

Gino Rossi

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