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ESCLUSIVA TLP - Pro Patria, il capo scouting Armonia: "I soldi del mercato sono spesi per la logistica, Vavassori lasciato solo. E qualche giornalista scrive per suo tornaconto"
19.11.2013 13:45 di Sebastian DONZELLA
La Pro Patria non vuole sentir parlare di smobilitazione. Per spiegare il perché, dopo il silenzio stampa conclusosi con la sconfitta interna con la Carrarese, TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il capo scouting Mariano Armonia.

Doveva essere la sfida del rilancio definitivo e invece il match di sabato vi ha costretti al penultimo posto...

"La brutta prestazione con la Carrarese è nata da una grossa mancanza di concentrazione. E dire che per tutta la settimana il direttore Ferrara aveva raccomandato ripetutamente di lasciare a casa le distrazioni. E' stata una partita squallida, non voglio rivedere mai più quelle immagini. Spero che i giocatori l'abbiano capito e decidano di tornare a giocare come sanno".

Il tormentone di Vavassori che lascia la squadra a fine anno non accenna a diminuire. Un problema per la concentrazione?

"La società è seria e continua il progetto, i giocatori devono pensare solo a onorare la maglia. Ogni volta escono voci, ma certezze mai. Il patron ha semplicemente fatto un sollecito alle istituzioni per salvaguardare un bene della città. Ogni stagione 200mila euro vengono spesi da Vavassori per autisti e affitti dei campi per le varie giovanili. Somme che potrebbero essere destinate all'acquisto di giocatori. Una squadra storica come questa non può avere problemi del genere. Il presidente lo ripete da tempo, non può continuare avanti da solo in un campionato oneroso come la Lega Pro. Il patron Vavassori, nonostante tutte le problematiche personali, ha salvato la squadra dal fallimento e l'ha portata fino alla 1^ Divisione. E' un uomo che fa della programmazione il suo stile di vita, non a caso già sta facendo carriera anche da dirigente nella Lega Pro. E' raro trovare nel calcio persone preparate come lui, sono onorato di poter lavorare nel suo team. Credo che in pochi possano vantare una carriera simile alla sua, in tutti gli ambiti".

Oggetto del contendere, in questi mesi, è stato anche il poco afflusso di pubblico...

"Logisticamente Busto Arsizio è a un passo da Milano, dove giocano due delle squadre più forti al mondo. Quindi non è facile attirare spettatori, ringrazio i mille tifosi che ci sostengono di volta in volta. Ma sono quelli storici, bisognerebbe coinvolgere meglio famiglie e bambini allo stadio. Ci stiamo provando, ma purtroppo i più giovani sono attratti dai campioni sotto i riflettori dei media, mentre il nostro spazio mediatico è ridotto".

La Pro Patria punta molto sui giovani e, per questo, la sua figura è fondamentale. Bilancio di questi ultimi anni?

"In tre stagioni questa società ha vinto sul campo due campionati ed è arrivata in 1^ Divisione, partendo da un fallimento annunciato. Il presidente ha anche raggiunto l'obiettivo di far crescere il vivaio e di portare diversi giovani in prima squadra. Quando Inter, Milan, Genoa e Sampdoria cercano i tuoi ragazzi, capisci che hai lavorato bene, grazie a una ferrea programmazione, nonostante la mancanza di infrastrutture".

Cosa manca a questa squadra?

"Purtroppo in avanti ci manca una punta che segni e ti faccia fare il salto di qualità. Se si esclude il match con la Carrarese abbiam sempre tenuto testa agli avversari, a prescindere dai risultati, pur giocando con tanti giovani. Poi ci sono giocatori come Giannone che non stanno rendendo come gli ultimi anni ma sappiamo che un momento negativo può sempre essere dietro l'angolo. Il giocatore lavora molto bene e sono convinto che a breve tornerà a mostrarci giocate importanti presenti nel suo repertorio".

Lei lavora in coppia con il direttore generale, Raffaele Ferrara. Un giudizio?

"Il diggì Ferrara lo ringrazio perché ha creduto in me. Lo vedo come un padre, ha fatto tanto per me. Mi ha preso tra i dilettanti, mostrandomi da subito piena fiducia. Ho iniziato con lui da semplice osservatore e sono diventato in poco tempo il capo dei talent scout, il suo braccio destro. Dovrò sempre essergli grato nella mia vita, mi ha portato nel calcio professionistico decidendo di puntare su di me. Ecco perché finché mi sarà possibile lavorerò con lui".

In chiusura, non pensate di aver commesso qualche errore di valutazione, alla luce dei risultati altalenanti finora ottenuti?

"Ci sono tante malelingue che ci imputano la scarsa comunicazione. Anche qualche giornalista locale, per suo tornaconto, tende a mettere il dito nella piaga in certe circostanze. Scrivere articoli in base a simpatie e antipatie, alterando addirittura le pagelle dei giocatori, non è giornalismo, è mancare di rispetto ai lettori e farsi i cavoli propri. Ma questa è una società giovane che pensa sempre a migliorare, le critiche sterili non ci interessano. Sappiamo di dover migliorare sotto alcuni aspetti e ce la metteremo tutta per farlo".

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