Header

Questa volta il grido dei tifosi è dedicato alla dirigenza che nella serata di ieri ha dato un forte segnale di presenza battendo i pugni sul tavolo e dando certezze alla piazza.
Vi vogliamo così, chiari, trasparenti, comunicativi e con una rassicurante presenza.
La fine del silenzio stampa è stata mossa intelligente e utile per far conoscere il pensiero dei vertici societari e scacciare via qualsiasi altra interpretazione sulla gara di sabato che è stata troppo brutta tanto da non sembrare vera.
L’incazzatura del patron e del direttore generale tranquillizano e fanno capire che la loro aderenza al progetto è ancora salda e nulla viene lasciato al caso. Le parole del Direttore generale sono chiare e inequivocabili e coincidono in tutto e per tutto con quello che i tifosi vorrebbero sentirsi dire in questo momento difficile. Ma, soprattutto, si è capito che dalle parole si è pronti a passare ai fatti, il tempo è scaduto per tutti e non ci saranno deroghe. Non è per niente vero che a gennaio non potrà arrivare una punta, forse non ci sarà il budget per una punta aggiuntiva, ma come insegna la matematica la rinuncia a due mezze punte consente di avere una punta intera e non è detto che il patron applichi l’equazione. E’ vero che il patron potrebbe presto lasciare la società, ma uno come lui, abituato a vincere, non crediamo voglia uscire di scena lasciando dietro le spalle un ricordo che sa di sconfitta dopo aver insegnato a vincere. Ancor meno in discussione il fatto che il patron possa accettare passivamente quanto accadrà da qui a fine torneo solo per il fatto di essere potenzialmente dimissionario. Lui pagherà i giocatori e i collaboratori fino alla fine e fino all’ultimo centesimo, logico che pretenderà identico comportamento da chi andrà in campo. Solo dopo aver lottato fino all’ultimo minuto dell’ultima partita ci si potrà rassegnare alla sconfitta se meritata o gioire nella vittoria, non prima. La voce del direttore generale di ieri sera non aveva un filo di esitazione, era forte e chiara nell’esposizione e nei concetti discussi per tutta la giornata con il patron. Nessuna traccia di paternalismo protettivo verso nessuno, nessun tentativo di dissimulare l’incazzatura, nessun magheggio per cercare di diluire la botta presa in pieno volto. Un colpo che come detto dal direttore non è stato vissuto come un tradimento, ma che ha fatto molto male, in quanto arrivato da chi ha tutto e di più da questa società. Stipendi pagati regolarmente, forse qualcuno si è così abituato alla realtà di Busto che dimentica che altrove non basta correre per novanta minuti e vincere per portare a casa la pagnotta e questo è il momento giusto per ricordarlo e ricordarselo. Inutile aggiungere parole a quanto detto dal Direttore in quanto il suo intervento lascia del tutto tranquilli e toglie ogni ansia, diciamo solo che a onor del vero questa è stata la prima partita sbagliata dai ragazzi e quindi non è il caso di fare drammi collettivi. Certo è che per altri giocatori e tanto per non girare intorno al problema diciamo con la solita chiarezza che ci riferiamo a Giannone, Siega e lo stesso Ghidoli, sono i top players dai quali ci si aspettava molto di più e dai quali ci si aspetta un deciso cambiamento di passo nel prossimo futuro. Se così non fosse occorrerà prendere altre strade per rendere credibili le eventuali sconfitte. E qui, oltre alla società, ci aspettiamo anche dal tecnico una precisa presa di posizione per trasmettere sempre la certezza che chi gioca lo merita più di altri al di là del nome, del monte ingaggio o di quanto fatto in passato. Così facendo si riceveranno sempre applausi convinti anche quando il risultato sarà negativo. Ma solo così però…
Flavio Vergani

0 commenti: