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Torna la Pro Patria in quella che fu la “fatal Salò”e si porta a casa un punticino grazie alla rete di Calzi che nel finale impatta il goal dei locali di Miracoli. Una partita che sembrava stregata dopo che Giannone a pochi  minuti dal termine sbagliava la ripetizione del calcio di rigore dopo aver segnato la prima con un cucchiaio alla Totti. Per l’arbitro tale preziosità non meritava l’archiviazione chiedendo al talento napoletano di servire il secondo con identica posateria, ma Luca si prendeva una forchettata rimandando ad altra data il suo ritorno al goal.
Alla fine arriva un punto che non cambia la classifica dei tigrotti lasciandoli nelle retrovie  seppur a un soffio dalla zona play off.
Nella giornata degli assenti importanti come Serafini, Polverini e Messina, il risultato può essere accettato con serenità, anche perché continuiamo a sostenere che il campionato della Pro si gioca fuori dal campo, in quanto è solo lì che potrebbe arrivare una retrocessione nel caso non si arrivasse ad una soluzione societaria.
L’anno è terminato e il patron a breve farà la revisione della trimestrale biancoblù, poi, a Gennaio sarà tempo di business plan e da lì potrebbero iniziare i dolori. Si coniugherà il verbo vincere rilanciando le ambizioni oppure  si getterà in mare l’ancora della rassegnazione?
Come sappiamo ormai da tempo il mercato di riparazione potrebbe essere un’opportunità nel caso in via Cà Bianca si presentassero degli investitori credibili che potrebbero dare stabilità economica al progetto, ma  purtroppo identica opportunità è rappresentata da un immediato disinvestimento del patron  che potrebbe fin da subito alleggerire il bilancio di qualche pesante costo per arrivare a Giugno con un conto economico semplificato.
Il tempo passa, ma non si muove foglia e questo deve preoccupare ben di più che non l’arrivo o meno di una punta nell’organico tigrotto. Gennaio è domani, Maggio è dopo domani, è questo il momento di capire quali potrebbero essere i diversi scenari futuri e quali i piani di “ disaster recovery”previsti dalla città per salvaguardare il patrimonio sportivo bustocco.
Una ricchezza di proprietà comune che non può e non deve interessate solo i tifosi ma a tutta la città,nessuno escluso, compresa l’amministrazione comunale da cui ci si aspettiamo una immediata e forte presenza per  proporre una soluzione vincente in grado di dare stabilità futura alla società bustocca. 
Scusate se abbiamo parlato poco della partita, ma altri lo fanno meglio di noi. Perdonateci se più passa il tempo e meno ci interessa l’aspetto sportivo e sempre più quello societario. Non ci vogliamo illudere esultando per una vittoria che potrebbe essere di Pirro, preferiamo guardare con realismo alla situazione societaria che se non dovesse trovare uno sbocco scriverebbe la parola fine ad ogni altra ambizione.
Un discorso noto da tempo ma vedendo il tempo passare inesorabile senza che dagli ambienti che contano arrivi una proposta dicasi una, a noi viene poca voglia di pensare al campionato attuale, alla punta e ai play off. Occorre vincere un campionato fuori dal campo e per fare questo occorre capire chi è il vero avversario della Pro Patria oggi. Individuato quello occorre combatterlo. E se per qualcuno l’avversario da battere si chiama Vavassori, vediamo di vincerlo portando a casa una nuova proprietà. L’importante è che sia seria, possibilmente simpatica, ma non obbligatoriamente.
Se per altri invece Vavassori rappresenta il futuro auspicato, occorre giocare insieme a lui la partita per portare a casa il risultato e garantirsi un futuro.
Insomma, per i tifosi poco cambia, chi ama Vavassori lo segua, chi invece lo detesta lo combatta, l’importante è che alla fine qualcuno arrivi. Non importa se più simpatico o antipatico,  più comunicativo o meno comunicativo, più alto o più basso, del Capricorno o dell’Acquario, biondo o bruno, italiano o svizzero, basterà che sia serio e magari in grado di vincere due campionati, o forse ne basterà uno.
Il resto saranno solo parole e alibi delle quali sinceramene non sappiamo cosa farcene.

Flavio Vergani

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