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C’è nel quartiere dove sono nato una casa che ha più di novant’anni. Mio nonno la chiamava “Cà Bianca”per il suo colore chiaro anche se, guardandola bene, ha qualche sfumatura blu.

Nonostante l’età ha un fascino incredibile, un bel giardino anche se ultimamente un po’ trascurato, belle decorazioni sui muri che ricordano lo stile artistico del novecento e una architettura esclusiva come solo le case d’epoca possono vantare.

Da sempre, passando davanti a questa casa, provo un’intensa emozione e rimango fortemente affascinato dall’alito che emanano quei muri antichi sopravissuti all’oblio dei tempi.

Era un po’ di tempo che non passavo in quella via, ma l’altro giorno ho voluto ripercorrere le strade della mia infanzia e passando davanti alla Cà Bianca ho visto appeso un cartello con scritto “Vendesi / Affittasi”. Rimasi un po’ sorpreso nel constatare che quella casa ormai diventata una ricchezza della città per la sua storia e per il suo valore artistico dovesse conoscere l’umiliazione di un’offerta così generica per trovare un proprietario o un affittuario. Nel mio immaginario ho sempre creduto che ci fosse la fila di pretendenti nel caso il proprietario decidesse di cedere la proprietà, ma evidentemente mi sbagliavo.

Ho quindi deciso di acquistare quella casa, il mio sogno di sempre.

Ho fermato un paio di passanti chiedendo loro cosa ne pensassero di quella casa e il motivo per cui fosse messa in vendita. Uno mi disse:”Lasci perdere, ultimamente ci hanno abitato persone che vengono da fuori che l’hanno devastata. Hanno infangato il buon nome della famiglia che da sempre l’aveva abitata, distrutto il giardino, scritto sui muri senza nemmeno pagare le bollette”. Chiesi chi l’abitasse ora e il passante mi rispose: “Adesso c’è uno che viene da fuori Busto, non so molto di lui, parla poco, mi dicono che sia serio, ha ristrutturato la casa dipingendola di bianco e blù, ho visto che per molto tempo ha piantato i trabatelli per stuccare i buchi lasciati dai proprietari precedenti.

Ha preso operai giovani con qualche capomastro esperto e poco tempo ha ridato vita allo stabile

Ma con i vicini parla poco e in molti lo hanno preso subito in antipatia per questo.

So che ha chiesto al Sindaco di fare dei campi dietro la Cà Bianca ma non ho visto più niente. E’ un anno che vuole vendere, ma nessuno compra, farà fatica a mio parere perché qui sanno tutti che quella casa lì non è mai stata sicura.

Ho quindi fermato un altro passante, mi ha detto:”Lasci  perdere, forse lei non c’era ma qui ne sono successi di tutti i colori, era scritto anche sul giornale, prima hanno messo la casa sotto ipoteca per un fallimento poi è arrivato questo qui che all’inizio dicevano fosse amico di quegl’altri. E’ finito anche in televisione quando alcuni suoi amici che giocavano in giardino hanno insultato un ragazzo di colore.

Lasci perdere, qui in città non la vuole nessuno quella casa lì”.

Deluso per le recensioni sono andato nell’agenzia immobiliare vicina e ho chiesto qualche informazione che potesse essere diversa dal sentito dire. L’agente immobiliare mi ha detto: “La casa ha un indubbio valore, i proprietari attuali hanno rimesso a nuovo lo stabile, ma purtroppo in troppi continuano a ricordare oggi quello che accadde ieri e questo fa perdere valore. Si citano sempre le macerie del passato e poco le ristrutturazioni del presente e i clienti potenziali si spaventano. In molti arrivano qui con l’intenzione di acquistare la casa, in molti chiedono il prezzo, ma poi vengono disorientati da voci di tutti i tipi che circolano in città e la vendita non avviene”.

Chiedo: “Che mi dice del proprietario attuale? Dicono non sia un tipo facile:” L’ho conosciuto quando mi ha dato il mandato di vendita- mi confida l’agente immobiliare- è una persona seria, anche l’amministratore dello stabile me lo ha confermato, non ha spese condominiali arretrate. Quando arrivò in questo quartiere in pochi lo sapevano ma aveva appena avuto grandi dispiaceri familiari e professionali e non era certamente quello il momento migliore per lui per tessere relazioni sociali o partecipare a feste del paese. Certamente i vicini non lo amarono per questa sua imposta riservatezza, ma piano piano qualcuno che lo ha conosciuto ha imparato ad apprezzarlo”.

Chiedo il motivo per cui vende la casa: “Sono notizie riservate che non dovrei dirle, ma visto che poi se ne sentono di tutti i colori, meglio che si sappia la verità. La casa è prestigiosa, è un bene prezioso della città da sempre, ma costa mantenerla. Ha spese vive e costi fissi elevati, ha ampia metratura e il proprietario ha assunto una squadra di operai per manutenerla. Da solo non riesce più a far fronte a tutte le spese, ha chieso la possibilità di mettere in giardino dei cartelloni pubblicitari per ricavare qualche contributo che potesse aiutarlo nella gestione ma nessuno lo ha sfiorato nemmeno di striscio, ha chiesto di condividere le spese condominiali con qualche altro inquilino ma nessuno ha accettato. Pensare che ogni giorno davanti a quella casa passano un sacco di bustocchi affascinati da sempre da quel capolavoro architettonico, ma non ne trovo uno disposto a spenderci un euro”.

Ringrazio l’agente immobiliare dicendo lui che farò una riflessione,ma prima di andare via chiedo lui se eventualmente ci fosse la possibilità di ampliare la casa o aggiungere un piano nel caso lo desiderassi in futuro.Mi risponde: “Non credo, il proprietario ha chiesto da sempre permessi in comune di vario genere senza esito, non sembra esista un feeling particolare con le istituzioni bustocche, per cui se ne dovrà fare una ragione anche in tale senso”.

Disorientato dalle voci più disparate raccolte, amareggiato torno a casa e collegandomi in rete leggo la rassegna stampa dei tempi che furono che mi confermano tutte le indiscrezioni raccolte. Non c’è un giornale o un sito che non narri di quanto accaduto in quella casa, di quanto accaduto con i suoi proprietari di prima e di adesso e mi convinco di lasciare perdere. Sarà anche una casa bellissima ma è troppo complicata, non vorrei finirci anche io sul giornale senza saperlo. Ho la mia vita, il mio lavoro, i miei cari che per nulla al mondo vorrei esporre ad un rischio di sovraesposizione mediatica. Per cosa poi? Per una casa che produce debiti e non crediti? Unico motivo valido la passione per il calcio che mi stringe come una morsa, ma di case anche se non bianche e blù ce ne sono a centinaia in zona, molte con i campi incorporati e i cartelloni pubblicitari che arrivano fin sul tetto.

Chiamo un mio amico maneggione e amante dei barbatrucchi e chiedo cosa farebbe lui al mio posto, lui è un affarista e la sa lunga di queste cose, mi dice: “Aspetta un po’, tanto non la vende, prima o poi dichiara l’abbandono di proprietà, vende quel che può e la lascia disabitata, noi poi buttiamo giù i muri e ripartiamo dalle fondamenta, con la crisi che c’è costa meno ricostruire che vendere, fidati di me”.

Rispondo: “Si va bene, ma la mia Cà Bianca, quella che da bambino mi emoziona passandoci davanti, non ci sarà più, non si può salvarla?”. “Non dire cazzate-replica il mio amico- interessa solo a te e a pochi altri quella casa, non ti illudere e piantala di piangere, è da una vita che mi dici che quella casa per voi bustocchi ha un valore ed è da un anno che nessuno la vuole. Fidati di me che me ne intendo, io le cose che valgono davvero le vendo in un secondo”.

Rassegnato, amareggiato, disorientato e un po’ incazzato, torno davanti a quella casa che a me sembra bellissima, la guardo e scatto una foto, se davvero avesse ragione il mio amico maneggione e a giugno verrà abbattuta, avrò per sempre con me la foto della mia “Cà Bianca”.

Sul cartello con scritto”Vendesi/affittasi aggiungo con il mio pennarello:”No perditempo, seri e possibilmente simpatici, ma non necessariamente”.

Dietro di me trovo il passante di prima, quello che mi ha dato informazioni, mi abbraccia e mi dice”Non ci conti, si metta il cuore in pace, stavolta ci vorrebbe un miracolo”.

Mi chiedo cosa possa fare io per favorire il miracolo. Richiamo l’esperto in barbatrucchi e mi dice: “Parla sempre bene di quel che vuoi venga acquistato, cita i meriti e mai i demeriti, i punti positivi e non i negativi, se qualcuno vorrebbe comperare non rivelare mai il nome fino a che non hai chiuso l’affare, parla dei successi del presente e mai delle sconfitte del passato, parla di quel che c’è e non di quello che manca, parla di opportunità e mai di problemi, solo così darai valore a quel che vuoi vendere e troverai acquirenti”.

Grazie amico mio!

Quanto ti amo leggendaria “Cà Bianca”!

Flavio Vergani  

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