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La Pro Patria che non ti aspetti si veste di arancione e interpreta la parte della nuova Olanda pressando la capolista Entella per novantacinque minuti portando a casa un pareggio meritato ma strettissimo per i tigrotti.
Solo un arbitro mediocre (Stefano Giovane di Grosseto)coadiuvato da un assistente ancor più scarso come il signor Marco Chiocchi di Foligno,  poteva fingere di non vedere un fallo di mano in area di rigore del difensore Russo dell'Entella, togliendo ai tigrotti la possibilità di vincere una gara condotta con grandissima determinazione.Un arbitro che non ha fatto nulla per nascondere la sua antipatia nei confronti di Serafini, dapprima ammonito a fine prima tempo dopo che la giacchetta nera aveva fischiato la fine del tempo proprio mentre la Pro si apprestava a terminare un'azione importante e poi cacciandolo fuori a fine gara per un fallo conseguente ad un'azione ospite generata da una ripartenza che non doveva esserci per un fallo di un ligure nei confronti di un giocatore tigrotto non sanzionato dal mediocre fischietto toscano.
Come dice il noto coach pallavolistico Julio Velasco "non serve cercare alibi nello sport, lo schiacciatore deve mettere a punto le alzate basse e quelle alte senza dare la colpa al palleggiatore, altrimenti lo stesso potrebbe fare identico discorso con il ricevitore, ma così perde comunque a squadra". Gli schiacciatori migliori fanno punto anche con le alzate basse e storte, per cui se la Pro non ha vinto sul campo non serve cercare alibi e non li vogliamo cercare, ma per onore di cronaca occorre segnalare quanto è accaduto anche solo per dire di una stupenda partita di alto livello nella quale l'arbitro è stato l'unico protagonista che qualitativamente nulla aveva da spartire con i calciatori di entrambe le squadre, autori un un match di altra categoria.
Una Pro Patria così diversa da quella sciagurata vista con la Carrarese ha definitivamente fugato ogni dubbio sulla qualità del team di Colombo, non ci si inventa fenomeni per una domenica se non si posseggono qualità di un certo tipo e le parole di Tonon a fine gara riassumono il pensiero:"Non siamo inferiori a nessuno se giochiamo come sappiamo, l'inizio di campionato è stato negativo e nemmeno sappiamo il motivo, ma adesso ce la giochiamo con tutti, non siamo inferiori all' Entella e oggi lo avete visto".
Parole sante che fanno capire che la maturazione dei tigrotti oltre che tecnica è anche mentale. Via tutte le paure e i complessi di inferiorità a favore di una migliorata autostima che insieme a un po' di incoscienza giovanile potrebbe generare un mix esplosivo.
Questa squadra da simpatica che era a inizio torneo spesso coccolata amorevolmente dai tifosi senza che gli stessi si aspettassero molto di più di qualche bella partita, sta dimostrando di avere "le palle", di non temere i fenomeni della categoria e rispondere pan per focaccia a tutti, nessuno escluso.
Il piglio visto oggi sul terreno di gioco ha sorpreso, ma quel che più ha stupito è stata la resistenza mentale dopo aver subito una rete nei primi minuti del match, ormai una costante dei tigrotti su cui sta indagando mister Colombo vista la recidività con la quale sta accadendo.L'incubo di vivere una "Carrarese due"era concreto e con la capolista sarebbe potuta diventare goleada. La reazione è stata invece di grande spessore e ha fugato ogni dubbio sul fatto che questi ragazzi hanno anche testa oltre che gambe.
Certamente ha ragione capitan Serafini quando a fine gara affermava che solo la vittoria avrebbe cambiato il corso del campionato bustocco, ma c'è anche da dire che di tempo ne rimane molto, il distacco dalla zona play off non è abissale e la squadra pare non aver ancora espresso il massimo del potenziale. Se poi arrivasse qualche rinforzo in campo e fuori dal campo, nulla vieterebbe di sognare.
A proposito di Serafini oggi ha raggiunto i 100 goals della sua carriera in campionato al netto dei play off o play out, a lui i nostri complimenti.
Domenica ci aspetta la fatal Salò, un'occasione per saldare i conti con il destino.
Flavio Vergani

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