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Partita horror della Pro Patria che riesce nell'impresa di far segnare tre reti al Pavia dopo che finora ne aveva realizzata solo una in trasferta e tre punti dopo che fino a qui ne aveva raccolto solo uno lontano da casa.
Pro Patria che nel girone di andata ha vinto una sola gara allo Speroni.
Basterebbero questi dati per assolvere chi oggi ha preferito lo shopping natalizio alla partita con proposta di ringraziare a uno a uno i tifosi presenti che dopo la gara con la Carrarese non credevano ci fosse possibilità di vedere di peggio. Persino Polverini lo ha detto, in 100 partite disputate a Busto non ne ricordo una così brutta.
E invece è accaduto quello che tutti più o meno temevano ossia la sconfitta di una squadra che sa interpretare al meglio le gare con le big franando invece con quelle ritenute più semplici. Un difetto psicologico e motivazionale che mister Colombo non è riuscito a gestire nemmeno dopo le avvisaglie di giovedì quando nella solita partitella in famiglia non tutto era andato benissimo.
Ogni tifoso ha ben in mente i motivi di una sconfitta che ha dell'incredibile per come è maturata e tutti sono validi e più o meno condivisibili vista la soggettività propria del "senno di poi". Quello che preoccupa di più sono state le parole del mister dopo la gara: "E' colpa mia, non sento che la squadra mi segue, non ho saputo trasmettere loro quel che serve per gestire queste partite".
Ci sta che in queste occasioni l'allenatore prenda questa posizione per tutelare il gruppo, ma la frase è forte e merita un'analisi.
Perchè questa squadra non segue l'allenatore? Perchè si espone a figure come quelle odierne senza metterci mordente scomparendo dal campo appena gli avversari trovano un goal?
Manca  un leader in campo? Mancano stimoli in settimana? Oppure c'è troppo "benessere"societario che ha usato troppa carota e poco bastone? Stipendi regolarmente pagati, società vicina ad ogni necessità, clima sereno sono variabili che anestetizzano i giocatori non pungendoli nell'aspetto motivazionale? Oppure qualcuno è stanco di Busto e ha già tirato i remi in barca?
 Inutile giocare da primatista con l'Entella, vivacchiare a Salò e perdere con Carrarese e Pavia in modo scandaloso.
Non è accettabile ed è tempo che ognuno di metta in discussione, dal primo all'ultimo passando per l'allenatore.
Come non è condivisibile a nostro parere quando dichiarato dal mister a riguardo dello spostamento di Casiraghi  come vertice basso di centrocampo dopo l'uscita di Gabbianelli" Devo far giocare chi mi da garanzie, quel posto è di Ghidoli, martedi' contavo su di lui, ma poi non mi ha dato le certezze che chiedevo".
Ebbene, se Ghidoli è la riserva di Calzi, ma quando Calzi è fuori occorre adattare Casiraghi con i risultati che tutti abbiamo visto, allora significa che oltre alle mancanze note di questa squadra (punte)ce ne sono altre latenti e coperte solo sulla carta.
E' anche vero che quando Colombo dice che "A Ghidoli sono state date molte opportunità senza avere riscontro", occorre per onor di verità aggiungere che anche a Siega ne sono state date in quantità industriale con identico risultato, non si capisce che garanzie offra il secondo rispetto al primo.
La percezione è quella di vedere molti giocatori fotocopie l'uno dell'altro con processi di crescita pressochè identici e livellati verso il basso per i vari Mella, Tonon, Casiraghi, Siega, mentre i due che a nostro avviso hanno dato maggiori segni di vita in tal senso sono relegati in panchina come Spanò e Giorno.
Oggi si è preferito inserire Siega e non Giorno per dare fisicità alla squadra che già mostrava i primi segni di cedimento e il ragionamento non fa una piega, ma se ogni volta ce ne è una per non far giocare Giorno e sempre un'altra per far giocare chi ha ampiamente deluso, poi, forse, nascono da qui i problemi di demotivazione che potrebbero diventare contagiosi incidendo sui rapporti gerarchici interni allo spogliatoio.
Discorso valido anche per i "senatori"di questa squadra che lo scorso anno furono il valore aggiunto che portò alla vittoria nonostante la presenza in squadra di under non di eccezionale qualità( che oggi stentano a trovare posto in squadre di Seconda divisione). Quest'anno non si avverte questo plus proveniente dai più esperti spesso abulici in campo e poco propensi ad interpretare quel ruolo di leader utile in gare come quella odierna dove a nostro avviso è mancato in campo una guida che sapesse tranquillizzare chi è andato in tilt psicologico.
Peccato aver gettato al vento una possibilità di rilancio che avrebbe permesso di affacciarsi alla zona calda della classifica. Peccato non aver dato continuità alla gara con l'Entella ricadendo negli stessi errori che fanno capire che questa rosa è ancora acerba. L'importante è che non abbia spine, ma dopo la parole di mister Colombo più di un dubbio ci è venuto.
Flavio Vergani


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