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Una svogliata Pro Patria cede per due reti a zero al non trascendentale Sud Tirol concludendo l'anno nel peggiore dei modi. L'anno della promozione non ha una degna chiusura con i tigrotti che finiscono al terz'ultimo posto dopo aver vinto una sola gara in casa.
L'impressione che si ha dopo i cinque goal subiti  in due domeniche e gli zero punti contro due squadre di bassa classifica è che i giocatori abbiano mollato e che la motivazione sia prossima allo zero. Grave, molto grave, soprattutto in una società nella quale gli stipendi si pagano regolarmente e per qualcuno le cifre sono a molti zero. Alle belle prove contro l'Entella, la Cremonese e il Como tanto per citarne alcune, hanno fatto seguito partite horror come quelle con la Carrarese e il Pavia che aprono preoccupanti scenari sul futuro della squadra che appare senza stimoli e poca voglia di soffrire.
Le parole di mister Colombo di settimana scorsa pesano come macigno, disse il mister in sala stampa: "questa squadra non mi segue" e da qui occorre partire nell'analisi. Perchè  la squadra non lo segue? Quali sono i  motivi di questo rendimento altalenante con un crollo verticale nelle ultime due gare ?
 Perchè gli uomini che avrebbero dovuto fare la differenza in termini di esperienza e carisma spesso sono stati superati da giovani alla prima volta in palcoscenici professionisti?
Perchè mister Colombo insiste nel scegliere gli stessi uomini per determinati ruoli mentre propone frequenti turn over per altri  senza mai aver trovato la quadratura del cerchio?
Il mercato di gennaio potrà e dovrà dare una risposta a questi quesiti e sarà occasione per far cambiare aria a chi a Busto ha fatto il suo tempo e non scende più in campo con la voglia di un tempo. Sarà l'occasione per ripartire con nuovi stimoli e con giocatori che sentano addosso la maglia come una seconda pelle. Al momento più di un giocatore non sembra aver questa prerogativa per cui riteniamo meglio per lui e per noi che si cerchino un'altra destinazione.
Come sempre detto qui a Busto si perdona tutto tranne lo scarso impegno o  la poca voglia di lottare.
Questa è la condizione indispensabile per essere amati e perdonati, ma ci sembra che per qualcuno stiano scorrendo i titoli di coda della sua avventura a Busto.
Ci rivolgiamo a patron Vavassori che sappiamo attento a questo aspetto aspettandoci da lui il massimo rigore in questo periodo di mercato affinchè ci possa riconsegnare una squadra "garibaldina" e spregiudicata, da applausi anche nella sconfitta come è accaduto a inizio torneo. Ci rivolgiamo a lui che ha avuto fiducia in taluni eroi del campionato scorso proponendo loro contratti triennali invidiabili per la categoria che stanno al momento dando vantaggi unilaterali. Non è giusto e non è accettabile che la situazione perduri. Si abbia il coraggio di rinunciare a qualcosa reciprocamente per trovare una soluzione conveniente che eviti di arrivare a maggio con dei separati in casa.
Che questa squadra sia da terz'ultimo posto non ci crediamo, ma se ci siamo significa che qualcosa o qualcuno non sta funzionando a dovere e questo è il momento di parlarsi e trovare le opportune soluzioni. Non vorremmo che dopo la squadra siano i tifosi a dover mollare rassegnandosi al niente che cambia. Sarebbe una doppia sconfitta.
Le squadre che perdono nel calcio hanno il dovere di tentare l'impossibile per cercare di vincere, in gioco si devono sentire tutti dall'allenatore all'ultimo dei giocatori, ma qualcosa si dovrà fare perchè questa squadra al di là di qualche bella prestazione a inizio torneo è da febbraio dello scorso anno a Monza che spesso si trascina con prestazioni discutibili.                                        
Crediamo che per qualcuno sia finito un ciclo a Busto ed è forse meglio per tutti che si anticipi il commiato in quanto la pazienza dei tifosi è abbondantemente finita.
D'accordo che non ci sono retrocessioni, ma davvero non sarebbe sopportabile un girone di ritorno in caduta libera come accaduto nelle ultime due gare. L'orgoglio tigrotto non lo può permettere.
D'accordo che questa squadra non sembra interessare alla città, ma a noi interessa e molto, per cui occorre rispetto per chi ama questi colori da sempre.
Contiamo nel direttore generale Raffaele Ferrara affinchè possa capire i mali di questa squadra intervenendo anche con scelte coraggiose sull'organico. Siamo certi che il primo a rammaricarsi di questi risultati sia proprio lui che pur sapendo la qualità di questa squadra è stato tradito dai risultati non tutti provenienti da una superiorità dell'avversario.
Prima di chiudere ecco i commenti di chi c'era a Bolzano ( ben in trenta): "La Pro Patria più vergognosa della storia, che dovrebbe giocare senza la maglia e con i numeri scritti sulla schiena, per voi la maglia arancione è fin troppo. Siete la vergogna della nostra storia"
Da qui ogni altro commento è superfluo.
Flavio Vergani

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