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Sembra saltata la trattativa con il Venezia per Dramè, lo annunciano i siti web specializzati in calciomercato anche se il patron a precisa domanda ha risposto che i nomi circolati in settimana non erano assolutamente reali per cui la trattativa potrebbe non essere mai neppure iniziata.

Quel che emerge è che erano senza dubbio reali quelli in uscita, ma mai quelli in entrata, mistero del calciomercato!

Certo è che la squadra è stata saccheggiata da due elementi tra i migliori e sembrerebbe che l’offerta “fuori tutto”non sia terminata qua. Le domande che la tifoseria si pone sono molte e la preoccupazione pure visto l’andamento degli ultimi giorni. Cosa succederà da qui a fine mese?

Emergono tre ipotesi:

1)      Il patron è vicino alla cessione e sta abbassando il prezzo tramite una riduzione del monte ingaggi e poi magari chi verrà provvederà a rimpolpare la rosa . IPOTESI MOLTO IMPROBABILE

2)      Il patron sta vendendo i pezzi pregiati ad alto contratto per poter riequilibrare la rosa con elementi di qualità ma di minor costo: IPOTESI  MOLTO PROBABILE

3)      Il patron sta vendendo il vendibile per diminuire i costi di gestione in attesa di un potenziale compratore. Nel caso non si materializzasse avrebbe comunque realizzato un saving dopo aver abbandonato la speranze di arrivare ai play off o comunque a una posizione che gli permetterebbe di ricevere i contributi della Lega ipotizzati a inizio stagione. Insomma, una specie di  condivisione punitiva delle responsabilità con la vecchia guardia che mediamente quest’ anno ha deluso di più dei giovani. Crediamo infatti che i vari Bruccini, Calzi, Nossa, Polverini, per non parlare di Giannone, vera delusione del torneo e quindi candidato numero uno a lasciare Busto anche in rapporto al suo mega contratto, non abbiano avuto punte di rendimento elevato come i giovani Messina, Spanò, Mignanelli e Di Biasi. IPOTESI REALE MA DIFFICILMENTE COMPRENSIBILE

 

Le strategie non fanno una piega sotto il punto di vista finanziario e di gestione del business, ma qualcuna merita un approfondimento.L’ipotesi tre  è altamente impattante e poco “fair”nei confronti di chi ha dichiarato fiducia nei confronti della società sottoscrivendo l’abbonamento. Ritrovarsi con una squadra depotenzializzata a gennaio non è certamente azione rispettosa nei confronti dei fidelizzati. Sarebbe inoltre una strategia non in linea con lo spessore di patron Vavassori che correrebbe il rischio di veder sminuito quanto ha finora fatto(vinto) con un’uscita di scena troppo paragonabile a quella di qualche personaggio del passato transitato in quel di Busto e certamente non ricordato per la sua “etica”.

Crediamo che un imprenditore della zona così conosciuto e stimato, non voglia e non possa correre il rischio di essere potenziale protagonista di confronti del genere dopo aver dimostrato il suo valore con le due vittorie sul campo. Sarebbe un suicidio mediatico che venificherebbe due stagioni vissute da protagonista.

Credo che a nessuno, patron compreso, possa far piacere vivere quattro mesi di sconfitte sonanti e di prese in giro  in ogni stadio visitato. Chi come noi lo ha già provato sconsiglia vivamente l’esperienza.

Crediamo che al di là di dove stiano le colpe per la situazione che stiamo vivendo, i tifosi non possano essere ancora una volta puniti per colpe che non hanno. Non crediamo faccia bene a nessuno essere derisi sul campo o salutati in città con la solita frase del”te l’avevo detto che va sempre a finire così, sono tutti uguali e non vincete mai”. Così si dimostrerebbe con i fatti che chi non ha creduto nel progetto vavassoriano ha fatto bene prevedendo un epilogo troppo simile a quello del passato. Non conviene a nessuno una uscita di scena di così basso profilo.

Crediamo quindi nell’ipotesi due e siamo certi che ancora una volta patron Vavassori ci sorprenderà con una magia di fine inverno per prenderci qualche soddisfazione.

Poi il tempo parlerà del futuro, ma certo è che per vendere una casa è sempre meglio rinfrescare la facciata con vernice fresca e non presentare le crepe al potenziale compratore.

Flavio Vergani

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