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Per rispondere alle molte voci che circolano in città riguardanti la trattativa di cessione della società, e che stanno disorientanto la tifoseria, abbiamo chiesto un aggiornamento direttamente a patron Vavassori che ha confermato la mancanza di qualsiasi trattativa avviata. Per ora è previsto solo un primo incontro con il gruppo rappresentato dall'avvocato Golda Perini. Il patron detta anche la deadline entro la quale trovare un accordo. Sarà il 25 aprile il giorno ultimo per la liberazione dal patron, diversamente si prospetta una possibile "Caporetto".

Patron, il silenzio che è calato sulla trattativa che significato ha? Riservatezza per una trattativa in corso oppure per qualcosa che non ha preso il via?
“Posso dire che purtroppo il silenzio è legato al fatto che non ci sono trattative".
Le trattative con il gruppo dell’avvocato Golda Perini?
Smentisco categoricamente che si siano stati contatti con l’avvocato Golda Perini, ho solo ricevuto due inviti a cena che non ho potuto accettare poiché ero in partenza per un impegno di lavoro. E’ previsto un incontro per il futuro, ma rispetto alle intenzioni,  dico se dopo tre mesi siamo ancora agli inviti a cena, se dopo settantaquattro interviste, foto sui giornali, incontri in comune, interviste ai giornali, dichiarazioni degli assessori alle televisioni, la vedo  vedomale”.

La vediamo pessimista, come mai?
“Non sono pessimista, ma realista, se interessa una trattativa la si fa evitando inviti a cena e senza sbandierarla sui giornali”.

Per che motivo a suo avviso è uscito questo gruppo e non si riesce a concretizzare?
“Non lo so, certo è che a parte i macro titoli sui giornali che promettono la serie B in tre anni, non si è mai parlato di persone, di numeri, di tempi e siamo a fine marzo. Se entro il 25 aprile non ci sarà una soluzione definitiva, dovrò pensare a soluzioni diverse”.
In passato aveva detto che altri gruppi erano interessati alla Pro Patria, spariti anche questi?
Mi hanno telefonato in trentasette, tutti interessati alla Pro Patria, l’interesse è diffuso, ma solo a chiacchiere. Quando va bene, chiedono a me di mettere i soldi e loro di gestirla”.
Costa molto prendere la Pro Patria?
Dipende, nella vita tutto è relativo. E poi, dipende da cosa si vuole acquistare, un po’ come comprare la casa, si può acquistare il solo rustico, la casa arredata o solo la nuda proprietà. Se prendo come termine di paragone i costi di altre società meno gloriose della Pro Patria, allora posso dire che la Pro Patria costa poco”.
Che cosa succede se a maggio non avesse ancora trovato un acquirente?
Aprile, non maggio. Non derogo sulla data, ho detto che entro il 25 aprile prenderò le mie decisioni. E’ da un anno che è noto il mio disimpegno, non voglio concedere altro tempo. Ho sentito solo chiacchiere al momento”.
Che alternative ci sono? Fusione, non iscrizione, altro?
Prenderò in considerazione ogni possibilità, per ora scaramanticamente non ci voglio pensare a soluzioni diverse dalla vendita. Leggo da tre anni che il sottoscritto sarebbe una persona misteriosa che non comunica. Replico che non c’è niente da dire se non che è previsto un incontro con l’avvocato Golda Perini. Da lì vediamo se partirà qualcosa di serio e concreto. Quello che mi crea perplessità e non mi fa ben sperare è che le prime dichiarazioni di questa persona le ho lette tre mesi fa e dopo tre mesi siamo al punto di partenza”.
Si sente tradito da qualcuno?
“Assolutamente no, non mi sento tradito da nessuno”.
A chi si sente di dire grazie dopo tre anni a Busto?
“Ripeto quello che dico da tre anni e che nessuno scrive e dice: ringrazio i 400 tifosi sempre presenti con freddo e gelo. Agli altri non dico nulla, hanno libertà di pensiero e di azione. A Bassano il signor Rosso da tempo ha dichiarato il suo disimpegno e oggi ha risolto la situazione grazie all’amministrazione comunale e alle associazioni dei commercianti e degli artigiani che hanno formato un gruppo in grado di proseguire a fare calcio. Qui, a parte i cori del “te ne vai o no”, a parte gli scioperi del vin bruleè, non ho visto nulla di concreto. Tutte chiacchiere”.
Questa squadra non merita il terzultimo posto, come mai lo occupa?
Per una serie di circostanze che hanno caratterizzato i miei tre anni a Busto. Cambiamo spesso giocatori e allenatori e questo causa oggettive difficoltà. Dopo le prime partite, la squadra migliora, anche se quest’anno alcune decisioni arbitrali ci hanno penalizzato. A parte le gare con Pavia e Carrarese, la Pro ha sempre fatto bene. Con una punta in più e un centrocampista che potesse dare il cambio a Calzi avremmo potuto disputare i play off e magari sognare qualcosa in più”.

Sarebbe bello offrire una vetrina importante a questi giovani organizzando l’amichevole con il Milan, da tempo attesa dai tifosi.

“Il Milan oggi ha altri problemi e ci sono anche stati avvicendamenti in società che non hanno consentito l’amichevole. Mi piacerebbe organizzarla come partita di addio del sottoscritto, ho anche una promessa di un’altra società importante. L’opzione è aperta, anche se prematuro dire oggi se il tutto si realizzasse. Certo una bella amichevole porte aperte per salutare i tifosi che sono stati vicini alla Pro Patria durante la mia gestione la vorrei proprio fare”.

Il futuro di Vavassori è già stato scritto?
“Assolutamente no, prima voglio capire cosa succede qui, aspetto il 25 aprile, poi farò le mie valutazioni”.
Esiste una possibilità che possa rimanere a Busto come sponsor, come socio di minoranza, come sostenitore finanziario?
“Assolutamente no, la mia decisione è irrevocabile, quello che potrei fare è valutare l’operato dei nuovi e nel caso ci fossero fatti e non parole, potrò sponsorizzare il settore giovanile con una forte somma”.

Un ritorno al passato visto le sue precedenti gestioni come esperto di settore giovanile?

“Si, mi piace il calcio dei giovani, vedere i ragazzi che crescono, è una mission che mi affascina. Fare squadre forti con i campioni è semplice, ma non mi diverte. A Busto è l’unico modo concesso per fare la Prima divisione visto che non ci sono altri introiti.”.

Si è divertito a Busto in questi tre anni?
“All’interno dello stadio moltissimo, anche quando fischiavano la squadra, fuori è stato pietoso e penoso”.
Si è reso conto della grande gioia che ha procurato l’iniziativa di attenzione verso i ragazzi con la Sindrome di Down?
“Certamente sì, fa parte di quel progetto di attenzione ai ragazzi che come si sa era un asset della società che poi non ha trovato realizzazione per una serie di motivi che non starei qui a elencare”.
Riuscirà a vivere senza calcio, oppure ne è diventato dipendente?
“Questo tipo di calcio, quello dei settori giovanili, mi interessa e coinvolge e credo che continuerò a praticarlo".
Spesso la tifoseria è disorientata dalle mille voci sulle vicende societarie, si sente di promettere una comunicazione ufficiale nel caso succedesse qualcosa d’importante?
“Sono n partenza per un viaggio di due settimane, se gli addetti ai lavori si mettessero in moto e qualcosa succederà, non mancheremo di comunicarlo con celerità. Ma non fatevi pie illusioni, sono passati tre mesi da quando il nuovo gruppo è uscito e non è successo niente”.
Tecnicamente, quanto tempo serve per il passaggio della società?
“Per uno che ha la volontà pochissimo, io l’ho fatta io in tempi brevissimi, basta avere la volontà. Non sarò certamente un ostacolo per il passaggio di quote. Certo è che se qualcuno pensa di aver costruito le condizioni per delle operazioni estemporanee e uso questo termini per evitare di usarne altri più duri, allora i tempi potrebbero diventare lunghissimi con il rischio che non si chiuda la trattativa positivamente.
La sintesi dei suoi desideri potrebbe essere: i nuovi seguiranno la prima squadra, patron Vavassori al settore giovanile?

“Assolutamente no, non vorrò nessun tipo di coinvolgimento, sarò solo sponsor del settore giovanile con una quota importante, ma non profittevole. E’ giusto che i nuovi gestiscano autonomamente il tutto”.

Vuole aggiungere qualcosa a temi non affrontati nell’intervista?
“Ha chiesto tutto, non serve aggiungere niente. Spero solo che in futuro non ci siano inutili operazioni di marketing , ma fatti concreti. Vorrei far contenti quelli che mi cantano il “te ne vai o no” e li vorrei tranquillizzare dicendo che per garbo e simpatia nei loro confronti non imporro la mia presenza, me ne andrò a prescindere dall’esito della trattativa. In questo modo tutti voi a Busto sarete contenti della mia partenza”.
Flavio Vergani

 

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