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La Pro Patria impatta per uno a uno con il Como mandando a casa i numerosi tifosi lariani con l'amaro in bocca. Tifosi che pensavano di fare un solo boccone dei giovani tigrotti. Pensiero non condiviso solo da mister Colella che a fine gara si scagliava contro la "Prealpina", rea, a suo avviso, di aver pubblicato alcune sue dichiarazioni che avrebbero affermato che il Como sarebbe venuto a Busto per vincere facile. Secondo Colella il giornalista avrebbe inventato tali dichiarazioni e il livore verso il firmatario dell'articolo è apparso davvero esagerato viste anche le parole poco "fair" usate dal tecnico comasco nei confronti del giornalista.
Un nervosismo che tradiva tutta la sua delusione per il risultato finale.
La Pro Patria sembra un prestigiatore che mostra il cappello a cilindro vuoto, estraendo poi una serie infinita di conigli tramite giochi di prestigio di alta scuola.
Senza Calzi, Polverini e Serafini, dopo aver subito la rete di Palma, ci si chiedeva chi potesse segnare vista la giornata negativa di Giorno e la poca propensione al goal di Mella.
Ebbene, ecco sua maestà Marco Ghidoli che si ricorda di essere un talento e nel momento del bisogno ed estrae una perla dal cilindro con una magistrale punizione che inchioda il portiere ospite.
Una finalizzazione perfetta che qualifica un match davvero positivo del giovane tigrotto.
E che dire di Spanò, capitano a vent'anni , che mette la museruola allo scafato Le Noci e al pericoloso Altinier senza mai andare in affanno, neppure in sala stampa, quando è apparso disinvolto come un veterano nelle risposte ai giornalisti.
Che dire di De Biasi, di Mignanelli, di Gabbianelli, di Mella, di Chiodini e che dire di Siega, che dopo la partenza di Giannone sembra rinato a nuova vita.
Che dire di mister Colombo,allenatore part time,  ma esperto in assicurazioni, con lui si è ora certi di essere coperti da una polizza a rischio zero per quanto riguarda impegno, dedizione e applicazione.
Un applauso ai ragazzi ampiamente acclamati dagli spalti dai tifosi che hanno dentro il cuore la passione per la Pro Patria e che meriterebbero un futuro importante. Ma qui le notizie non sono per niente buone. Il silenzio calato sulla trattativa con l'avvocato Golda Perini, seppur abbia interpretazioni diverse da parte dei diversi interlocutori coinvolti, non lascia per nulla tranquilli. Certamente è che non si è vicini a nessuna soluzione imminente e non è per niente certo che la Pro Patria avrà a fine anno un nuovo proprietario. Da capire cosa succederà  se questa realtà si concretizzerebbe. Chi punta su un Vavassori tre potrebbe essere fuori strada , anche tenendo conto delle parole del patron a fine gara che non hanno lasciato speranze in tale senso. L'amarezza è nella coda potremmo dire e questo ci spiace molto, perché questi ragazzi e questi tifosi, non meriterebbero un finale drammatico. Il patron su questo concorda perfettamente, ma ci sono a suo avviso altre variabili determinanti che pesano sulla crisi societaria come la lontananza delle istituzioni, dell'imprenditoria locale, oltre che di una parte della stampa locale, elementi che a suo dire sarebbero responsabili in prima persona nel caso il calcio sparisse da Busto.
Certamente non essere nella lista dei responsabili non ci consola molto, di chiunque sia la colpa,  alla fine chi soffrirà di più per un tale epilogo saranno quelli che vivvono di pane e Pro Patria. E questo crediamo sia davvero ingiusto e da evitare.
Forza, vediamo di trovare una soluzione che dia lunga vita al biancoblù, magari mettendo da parte le proprie ragioni o i propri torti con l'obiettivo di costruire e non distruggere. E, il discorso vale per tutti.
Flavio Vergani

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