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A BILANCIO PASSIVO DI 600 MILA EURO
Pro Patria, le cifre del dietrofront. Carta canta
BUSTO ARSIZIO - Carta canta. Il dietrofront della cordata italo-inglese che, al momento, ha congelato la trattativa per l’acquisto della Pro Patria, ha l’avallo dei numeri. Il monte debiti della società di via Ca’ Bianca, al 30 giugno 2013, totalizza 597 mila euro.
Debiti pregressi che il gruppo rappresentato dall’avvocato milanese Roberto Golda Perini non vorrebbe (vuole) accollarsi.
 
Abbiamo le carte in mano che testimoniano come ai debiti verso fornitori (233 mila euro) si aggiungono quelli tributari (351 mila) e “verso istituti di previdenza e sicurezza sociale” (114 mila). Una perdita dell’esercizio 2013 che, unendo gli “altri debiti”, tocca 984 mila euro.
 
Cifre che hanno raffreddato lo spirito dei potenziali acquirenti. Tolta la riserva per la copertura delle perdite (387 mila euro) si arriva ai 597 mila euro che sono concausa di un certo raffreddamento degli entusiasmi originari. Uno spirito che potrebbe riattivarsi solo se Vavassori (il quale ha sempre negato ogni tipo di trattativa-incontro con la cordata italo-inglese) fosse disposto a fare un passo indietro, accollandosi i debiti della sua gestione e, nel contempo, abbassando le pretese sulle somme da avere in cambio della cessione societaria.
 
Ad oggi, il tempo è sempre più tiranno e i conti non tornato soprattutto ai potenziali acquirenti. Carta canta.

Alessio Murace

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