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Dulcis ( ma non troppo)in fundo della conferenza stampa è l'intervento di patron Vavassori che puntualizza su taluni aspetti dopo essersi rammaricato per il fatto che qualche giornalista abbia abbandonato anzitempo la sala stampa. "Deve aver capito che aria tirava ", aggiunge il patron interpretando il congedo anticipato del giornalista della Prealpina.
Il patron appare abbronzato e in forma dopo il viaggio in Asia durante il quale ha abbinato lavoro a qualche giorno di relax. Ma, secondo Vavassori,  il colorito della sua pelle ha origini diverse: "sono rosso dalla vergogna per le molte offerte rifiutate"
Poi si scatena e il bersaglio stavolta sorprende l'auditorio, dice Vavassori: "Sono stufo delle amenità' del signor Grecchi che leggo ripetutamente sul giornale del Pro Patria Club, vorrei incontrarlo per parlarne di persona. Cosa vuole che le dica se non ho ricevuto nessuna proposta e nessuna lettera da parte di nessuno. Ripeto, scrivetelo a carattere cubitali in maniera che sia chiaro a tutti: NON ESISTE NESSUNA TRATTATIVA E NON HO INCONTRATO L'AVVOCATO GOLDA PERINI.
Grecchi mi descrive per quel che non sono, non capisco il motivo per cui scriva così tante inesattezze nei mie confronti. Cosa vuole che le dica se non c'è nulla da dire?
 L'avvocato Golda Perini sta facendo un sacco di dichiarazioni, ma non so nemmeno che faccia abbia a parte le foto che vedo sulla Prealpina un giorno si e l'altro no.
Devo dirvi io la parola giusta per definire quello che voi chiamate trattativa?  Io in questi giorni ho aperto due filiali e fatto il giro del mondo, ma nel frattempo,a parte due telefonate, due inviti a cena e un rinvio di incontro non è' accaduto nulla, questa io non la chiamo trattativa. Rimane invariata la mia dead line del 25 aprile, su questo non transigo e non transigerò, e' un anno che si sa che vado via. Dopo deciderò il da farsi, due cose sicuramente non succederanno, la prima che io rimanga, la seconda che la ceda in dirittura d'arrivo. Non vi dico cosa farò, ma ho ben chiara la decisione, lo saprete appena dopo il 25 Aprile, da ultima per iniziare una vera trattativa.
Scrivete per favore in modo chiaro  che io  non c'è' l'ho con nessuno, ma prendo solo atto che la città' non mi aiuta. Sono tre anni che vinco sul campo e sono tre anni che arrivano sponsorizzazioni sempre con cifre inferiori rispetto all'anno precedente. La Pro Patria è un patrimonio di Busto? Bene, occorre salvaguardarlo e trovare una soluzione al problema. Il problema non sono io, condivido quanto mi dice la gente, ossia che sono piccolo, brutto, cattivo e antipatico, per cui me ne vado da Busto. La Pro Patria è una società a gestione privata? Benissimo, chiuderò il bilancio come si fa in tali gestioni e toglierò il disturbo, poi se oltre ad una  società privata è anche un bene di Busto, sia la città a salvaguardarne il valore dandole un futuro. Voglio essere chiaro un punto, dovesse finire male chi cercherà' di colpevolizzare il sottoscritto, troverà più di una difficoltà. Io non racconto bugie, ho tutto scritto e documentato e al momento giusto dirò con precisione quello che servirà sapere.
 Per prendere la società' non servono le interviste ai caporedattori, ma trasparenza e voglia di concludere. Avevo chiesto i campi per il settore giovanile, ma non sono arrivati. Gli sponsor languono anche dopo due campionati vinti.
Ho un legame con questa squadra che ha origini affettive per cui garantirò ai nuovi arrivati una sponsorizzazione per il settore giovanile con una cifra superiore a quello che io ho incassato annualmente dagli sponsor. Trattative con altri diversi da Golda Perini le ho avute. Ho firmato due patti di riservatezza, uno con un gruppo che fattura decine di milioni di euro, l'interesse era forte e la trattativa ben avviata, ma dopo lo sciopero del vin bruleè mi hanno chiamato e sorpresi dal clima hanno ritirato la candidatura. Diversamente con l'avvocato Golda Perini non ho firmato patti di riservatezza, per cui chi interpreta il mio silenzio o quello dell'avvocato con tale giustificazione, fa male. Il silenzio è figlio della mancanza di trattative e non di patti di riservatezza.
Voglio precisare per estrema chiarezza che anche se ipoteticamente sparissero tutti i problemi avuti con la Prealpina, con il presidente del Pro Patria Club e con le istituzioni, non rimarrei alla Pro Patria, nemmeno se mi offrissero un assegno da un milione di euro. Non sono questi i problemi che mi fanno andare via, sono ben altri. Qui c' è qualcuno che mi ha fatto promesse che poi non ha mantenuto. Qui ho solo qualche decina di migliaia di euro di sponsorizzazioni nonostante abbia vinto due campionati, qui ho preso parole dal primo giorno che sono arrivato fino ad oggi, qui ho letto un sacco di falsità nei mie confronti, per cui non ci sono le condizioni per rimanere. Certamente sentire dire dall'assessore Armiraglio che anche le precedenti gestioni non hanno avuto aiuti non è certamente una soluzione al problema. Ammesso ovviamente che sia un problema la sopravvivenza della Pro Patria per Busto. Certamente non è un mio problema, nel caso non ci fossero acquirenti deciderò cosa fare, ma per ora non voglio nemmeno pensare ad tale ultima soluzione"
Flavio Vergani



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