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Pro Patria

Vavassori e il Lilla che non invoglia. La Pro Patria fa 0-0 con il Renate

La fusione con il Legnano? Devo ringraziare i tifosi, perchè non ci avevo proprio pensato…” Il lilla che non invoglia indossato con nonchalance è la risposta di Vavassori all’ipotetico trasferimento armi e bagagli al di là dell’Olona: una provocazione cromatica e dialettica. In realtà il fratino inforcato sarebbe rosa (per inciso la pettorina delle riserve del Renate), ma l’effetto è quello desiderato. Una gag che certamente non contribuirà ad accrescere le simpatie dei bustocchi ma che dovrebbe servire a smorzare sul nascere il paventato incubo delle relazioni pericolose con gli arci-rivali. Al di là della goliardata, resta il quadro cupo di un orizzonte apparentemente senza speranze. Già, perchè la cordata capitanata dall’avvocato Golda Perini ha inviato una lettera di smarcamento: “Non hanno chiesto di valutare il bilancio e quello parzialmente pubblicato risale a quasi un anno fa, altro che carta canta”, la replica del patron alle insinuazioni di cattiva gestione. E la cessione alla Merchant Bank annunciata il 25 gennaio? Su questo il numero uno tigrotto è meno convincente così come rimane sibillino quando fa riferimento alla cifra che servirebbe per portarsi a casa il club: “Ho sentito parlare di 300.000 euro. Quelli li vale il solo contratto di Sala (presente in sala stampa ed attualmente alla Ternana, ndr)”. Sia come sia il 25 aprile scade l’ultimatum oltre il quale si sentirà libero di disporre del futuro della Pro: “Sarà la Festa della Liberazione, nel senso che vi libererete di me, ma non penso che annuncerò nulla prima di maggio. Le ipotesi sono ancora tutte da valutare”.
Se fuori dal campo non sono quindi mancati gli effetti speciali, sul terreno di gioco il sabato santo ha offerto un’insipida amichevole con il neo promosso Renate di mister Boldini. Tolta la discreta prova di Giorno (utilizzato ancora una volta da Colombo nel ruolo di interno), nulla di memorabile ad eccezione delle incomprensibili storie tese tra Gavazzi e Siega, beccato a più riprese senza apparente motivo. Si riprende martedì in vista della penultima di stagione a Pavia con inevitabile strabismo causato da un occhio destinato al campionato e l’altro al futuro societario. Un futuro che, a differenza del fratino indossato dal patron, non sembra possa tingersi di rosa.
 
Pro Patria – Renate 0 – 0
Pro Patria (4-4-2) Vavassori (dal 73′ De Tommaso); Guglielmotti (dal 46′ Andreoni), Zaro, Spanò (dal 46′ De Biasi), Mignanelli (dal 46′ Taino); Casiraghi (dal 46′ Tonon), Calzi (dal 46′ Gabbianelli), Giorno (dal 73′ Palmieri), Vernocchi (dal 46′ Siega); Mella (dal 46′ Chiodini), Serafini (dal 46′ Moscati). Non entrato: Dolcetti. Allenatore: Alberto ColomboRenate (4-1-4-1) Cincilla (dal 46′ Marcandalli); Adobati (dal 60′ Merlino), Gavazzi, Adorni (dal 75′ Vertemati), Riva (dal 73′ Gaio); Baldo (dal 46′ Chimenti); Bonfanti, Gualdi (dall’83′ Mascheroni), Muchetti (dall’81′ Fumagalli), Castellani (dal 67′ Pedrinelli); Florian (dall’83′ Gerali). Allenatore: Simone Boldini
Arbitro: Armando Gentile di Lodi (Cappello / Lombardi)
Giovanni Castiglioni

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