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La prestazione di Chiavari meriterebbe maggiori attenzioni. Una squadra, l’Entella, la cui forza si percepiva solo guardando i giocatori in panchina (Nossa, Sarno, Guazzo)è stata fermata dalla Pro Patria, ossia dai giovani terribili guidati dagli encomiabili Calzi e Serafini.
Diciamo meriterebbero in quanto ormai i risultati del campo belli i brutti che siano vengono archiviati in men che non si dica perché non contano nulla a livello di classifica e non sono predominanti nella realtà biancoblù da tempo focalizzata sulle vicende societarie.
Davvero un peccato disperdere e diluire una realtà che ha dei valori forti che in altri tempi avrebbero costituito un orgoglio per l’intero ambiente.
Ambiente che si sta piegando su se stesso ogni giorno di più, si avverte una stanca rassegnazione e sembra venir meno qualsiasi energia per orzare da una deriva che, a parte i soliti noti, ha investito l’intera tifoseria che sembra assistere impotente al fatal destino.
Il tempo scorre veloce, ma i segnali che arrivano da via Cà Bianca non sono certamente rassicuranti. Si è in attesa di un primo incontro tra patron Vavassori e gli italo –inglesi per gli approcci iniziali della trattativa che però appare complessa e dall’esito per niente scontato.
In vendita c’è il titolo sportivo, oppure il titolo sportivo più la rosa dei giocatori oppure il titolo sportivo più la rosa dei giocatori più il settore giovanile.
Se si compra tutto occorre sborsare tanti soldini, se si acquistasse solo il titolo sportivo occorrerebbe poi ingaggiare un nuovo intero organico con relativi costi. In più occorre disporre di 600 mila euro liquidi di fidejussione per garantire l’iscrizione al campionato.
L’investimento non è certamente semplice ed è chiaro e normale che le diplomazie finanziarie faranno di tutto per limare i costi, trovare sconti, scovare accordi finanziari e diluizioni di pagamento per poter quadrare il cerchio, ma è del tutto inutile illudersi che questo avvenga in pochi giorni.
Non è escluso che patron Vavassori stia cercando soluzioni alternative alla cordata Golda Perini che ha finora il merito di avere annunciato l’interesse di acquisizione, ma il difetto di averlo fatto a parole lasciando trascorrere molto, forse troppo, tempo prima di suonare alla porta del patron. Questa lunga attesa viene letta in molti modi differenti dalla tifoseria, c’è chi afferma che l’interesse si sia raffreddato, mentre per altri è solo un’abile mossa strategica per gestire la trattativa in dead line zone e quindi forzare una cessione agevolata. Questa seconda ipotesi non solo ci fa paura, ma ci terrorizza.
Ci fa paura inoltre la velata tranquillità di una parte di tifoseria che è convinta che alla fine se nessuno si facesse avanti, patron Vavassori continuerebbe il suo impegno con la Pro Patria. Tutto è possibile nella fantasia, niente nella realtà. Vavassori ne ha le palle piene e diremmo per fortuna visto che è del tutto maturo il tempo per una sua uscita di scena dopo le tensioni e gli “scazzi”avuti in questi anni di gestione.
Data per scontata l’uscita di Vavassori e non data per scontata l’acquisizione del gruppo rappresentato dall’avvocato Golda Perini, a noi qualche preoccupazione viene. E questo, purtroppo defocalizza dalle vicende del campo che meriterebbero altra considerazione. E’ vero quello che dice il mio amico Roberto Lusetti, ossia che alla fine siamo terz’ultimi, ma anche lui concorda nel dire che in quanto ad impegno, abnegazione e spirito tigrotto a questi ragazzi non possiamo imputare nulla. Per cui diciamo loro bravi, bravi per la bella prestazione di Chiavari, bravi per l’impegno che mettete sul campo, bravi per quello che fate. Scusateci se a volte vi trascuriamo nelle lodi, ma siamo in altre faccende affaccendati.

Flavio Vergani

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