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                    Vavassori e l'addio al veleno: "Se la Pro Patria muore è colpa di Busto"

Il patron annuncia il suo disimpegno dalla società bustocca dopo tre anni. C'è una trattativa in corso ma si mostra disponibile a proseguire un impegno nel settore giovanile: "Io alla Pro Patria ci tengo con i fatti e i bustocchi?" 
 
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Pietro Vavassori è al suo secondo addio in due anni. Come accadde pochi giorno dopo la promozione in Prima Divisione ecco il saluto dell'uomo che in questi tre anni ha riportato i biancoblù a vincere senza rischiare il tracollo finanziario ad ogni partita come era accaduto negli anni di Zoppo e dei Tesoro: «Le mie intenzioni le conoscete da un anno, siamo ai saluti finali - e subito pennella il futuro prossimo della società -  c'è una trattativa e mezza in corso. Una ha il potenziale per andare in porto mentre l'altra appare piuttosto indecifrabile con stop and go che non lasciano ben sperare. Quella che spero vada in porto ha il 50% di possibilità di concretizzarsi e il mio augurio è che si concluda bene per la Pro Patria e che si possa continuare quanto fatto in questi tre anni. Chi arriverà si troverà un settore giovanile che è ben diverso da quello che avevamo trovato e lo conferma il fatto che oggi c'era un osservatore di una importante squadra di serie A che ha chiesto informazioni su qualche nostro giovane. Peccato non se ne siano accorti a Busto Arsizio».

Vavassori comincia a togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe punzecchiando gli imprenditori bustocchi che più volte ha chiamato perchè si aggregassero al suo progetto. Sul suo futuro nel calcio non lascia spazio a dubbi facedno capire che ci sarà ma dipenderà da altri fattori: «Prima di tutto voglio chiudere la partita Pro Partria e poi decidere qualsiasi altro mio impegno nel calcio - e lascia una nuova porta aperta a chi verrà - sono pronto a mettere sul piatto 300 mila euro di sponsorizzazione per il settore giovanile della Pro Patria che, come sapete, mi sta molto a cuore. Prima di tutto voglio capire che cosa acquisterà chi arriverà: tutti gli asset societari, solo il titolo sportivo oppure il titolo e alcuni giocatori, a quel punto gli altri verranno con me. L'avvocato Golda Perini (rappresentante della cordata inglese, ndr) ha messo in giro voci false sul prezzo della società, qualcuno crede che voglia arricchirmi con la Pro Patria?».

Poi passa a fare un'analisi di questi tre anni e ai ringraziamenti: «Posso dire bravi a tutti perchè abbiamo vinto due campionati di fila sul campo riportando la squadra in Prima Divisione e il settore giovanile è diventato un fiore all'occhiello. Ho ricevuto complimenti da direttori sportivi blasonati che ci hanno messo tra le tre società del centro-nord Italia con il settore giovanile migliore. L'altro mio grande obiettivo era quello di aggregare un gruppo di imprenditori locali che riuscissero a formare uno zoccolo duro che desse certezze e continuità ad un progetto di cambiamento radicale che puntasse sui giovani. Purtroppo sono mancati quegli imprenditori e le strutture adeguate. Per me il calcio ha un ruolo sociale importante che salva molti ragazzi dalle strade. Qualcuno mi ha definito spigoloso e dal carattere difficile, ora mi faccio da parte perchè si possano aggregare gli imprenditori che cercavo. Ringrazio Angelo Zaro, ringrazio i miei vecchietti, grazie a Raffaele Ferrara e tutti gli altri che hanno collaborato, grazie ai giocatori e primo tra tutti Serafini».

I ringraziamenti ironici li invia al sindaco Farioli «che non ha fatto mai mancare il suo sostegno, soprattutto ad una certa stampa per la sua assoluta imparzialità e per gli importanti consigli sulla formazione, al presidente del Pro Patria Club Centenaro (dimissionario, ndr) per il suo sciopero del vin brulè che ha attirato grande attenzione sulla Pro Patria».  Vavassori sostiene che quello sciopero del tifo gli avrebbe fatto sfumare «un'importante sponsorizzazione da parte di una società multinazionale che fattura 1,7 miliardi di dollari e che voleva investire nella Pro Patria per una campagna di marketing sociale. Mi hanno contattato dopo quello sciopero dicendo che non volevano rischiare di investire su una realtà che avrebbe potuto ritorcersi contro».

Vavassori parla anche di un bustocco che lo avrebbe avvicinato proprio durante la partita di oggi mostrando il suo interesse e quello di altri imprenditori locali ma la risposta in conferenza stampa è stata netta: «E' un po tardi per farsi avanti, alla voce sponsorizzazioni quest'anno leggo un misero 64 mila euro contro una media di 700 mila euro delle altre squadre del nostro campionato. Qui non si possono fare speculazioni dell'ultimo minuto, chi lo pensa ha sbagliato i conti. Ho una via d'uscita, un punto di caduta e questo è bene che lo sappiano tutti». In conclusione Vavassori chiude con due frasi, una fa venire i brividi, l'altra lascia sperare che non sarà mai lui l'uomo che spegnerà le luci di oltre 90 anni di storia: «Sarebbe un peccato che la città di Busto lasci morire la Pro Patria. Questi tre anni a Busto sono stati intensi. Viva la Pro».
4/05/2014
or.ma. - nando_mastrilloorlando.mastrillo@varesenews.it

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