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Il prossimo week- end il  Pro Patria Clubs sarà impegnato nella tre giorni dedicata alla 5^Festa della Birra che concluderà l'anno 2013/2014.
Con il presidente Roberto Centenato facciamo il bilancio della stagione che si sta concludendo con una chiacchierata a 360 gradi

Presidente, siamo alla fine della stagione, pensi che il Pro Patria Clubs abbia  vinto, perso o pareggiato la sua partita?

"Senza alcun dubbio credo di aver vinto la partita, non solo quest' anno, ma anche negli anni scorsi. Abbiamo dato apertura al club verso l'esterno e questa è una grande vittoria, la festa della birra è il nostro fiore all'occhiello che si unisce alle altre attività da noi organizzate sempre di grande successo":

Un anno difficile per le vicende societarie che ancora pesano sul futuro della Pro Patria, sei ottimista o pessimista a tale riguardo?

"Ottimista, come lo sono sempre stato, una storia come la nostra non può finire e seppur ci siano molte difficoltà sono certo che qualcuno arriverà"

Quale obiettivo non hai ancora raggiunto e che ti piacerebbe fare in futuro?

"Da sempre sogno di integrare lo zoccolo duro della tifoseria con i nuovi, ossia vorrei trovare una formula che integri anziani e giovani. Le cose migliori che abbiamo fatto sono nate dall'unione dei più vecchi con i giovani. Vorrei che sempre più si perseguisse questa direzione. La festa della birra ha lo scopo di integrare le diverse generazioni e finora abbiamo avuto ottimi riscontri. Questo è il mio obiettivo principale, togliere le barriere. Ai giovani dico di non volere tutto e subito e fare battaglie inutili. Chi ha le qualità prima verrà premiato. A più anziani dico invece di dare spazio ai giovani ed essere compresnivi, aiutandoli a crescere"

Cosa ti rende fiero e orgoglioso, che titolo daresti ad un libro che parla di te?

"Credo di aver direzionato il Pro Patria Club verso i tifosi affinché diventasse la casa dei tifosi. Il processo non è ancora finito, ma sento di essere sulla strada giusta. Questo è quello che mi rende orgoglioso e che traccia la strada per il futuro".

Giovani sempre nei tuoi cuori, hai sponsorizzato la visita alle scuole Bertacchi, hai offerto il pullman per le trasferte gratis ai ragazzi, adesso offri la tessera under 18 gratuitamente. Un impegno senza confini per portare i ragazzi ad innamorarsi della Pro Patria.

"Certamente i giovani hanno molta attenzione da parte del nostro club, sappiamo che hanno mille alternative allo stadio, ma facciamo di tutto per catturarli e portarli allo Speroni. Ovviamente se la squadra ottiene ottimi risultati il compito è facilitato. Siamo rimasti spesso soli in queste iniziative. la società ci ha lasciati soli e invece occorre partecipazione anche da parte della dirigenza. Quest' anno è stato un campionato senza stimoli e con una società di fatto dimissionaria da inizio torneo, per cui non è stato semplice".

Qual è la cosa che ti da più fastidio detta dai tifosi e che reputi non vera?

"Quando mi danno del democratico come se esserlo fosse una debolezza. Vorrei che la gente capisse che la tolleranza non è una debolezza, ma un modo per comprendere e aiutare tutti. A volte con il dialogo si da modo di capire e correggere gli errori e migliorare costantemente. Diversamente se si fa valere il proprio potere per dettare legge, seppur questo sia il modo più veloce, non si ottiene il risultato sperato. Non mi sento un superuomo, ma nemmeno un debole e quando sento l'equazione secondo la quale tollerante è sinonimo di debolezza mi da molto fastidio".

Tutti i primi ministri o presidenti hanno a fianco un a"first lady" che spesso svolge solo compiti di rappresentanza. Tua moglie è invece parte attiva del tuo impegno di presidente con presenza allo stadio e condivisione di vita anche sportiva. Per te è un problema gestire questo aspetto o un vantaggio?

"Mi moglie svolge un ruolo importante per me. Mi è vicina nelle decisioni importanti, posso confrontarmi con lei nei momenti di crisi ottenendone supporto che genera equilibrio. Quando devo affrontare argomenti difficili che mi disturbano la sua vicinanza mi aiuta a prendere la miglior decisione. Certamente a volte i problemi del club arrivano fino in famiglia e possono generare contrasti, ma è grazie a lei che dopo il primo mandato mi ha convinto a rimanere alla guida del club. Una decisione rivelatasi corretta in quanto credo che questo club abbia ancora bisogno del mio sostegno per portare a termine gli obiettivi che ci siamo prefissati":

Cosa ti aspetti per il prossimo campionato?

"Maggior vicinanza da parte dei tifosi. Faccio un esempio, stampiamo mille "Tigrottini" e abbiamo solo cento soci. Credo che occorra maggior partecipazione, stiamo facendo sforzi enormi come club per non lasciare nulla di intentato, abbiamo raddoppiato l'area della sede e organizziamo molto per la Pro Patria. Crediamo che venti euro per iscriversi al club siano alla portata di tutti e avere più soci significa sentire la vicinanza della gente, non solo economica e questo ci aiuta a trovare nuovi stimoli"

Paolino Vignali sempre nel tuo cuore o qualche altro giocatore gli ha rubato il posto?

"Assolutamente no, io non dimentico, Paolino per sempre con me. Quest' anno nessun giocatore mi ha particolarmente colpito, forse anche per la situazione di incomprensione generatisi con la società.
Il mio cuore è stato rubato dalle vicissitudini di un campionato pieno di tensioni e incomprensioni che hanno ingigantito i problemi e chiuso ogni dialogo. Per fare una grande squadra occorre una grande società, bravi giocatori e tifosi coesi. Se una di queste variabili non è unita,  non si va da nessuna parte. Per cui, spero intensamente che dal prossimo campionato questi fattori ritrovino unità.

Flavio Vergani

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