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Abbiamo letto su un giornale locale che un gruppo di tifosi della Pro Patria ha ritenuto “inelegante”la class action del Pro Patria Club attuata per avere il rimborso dei biglietti di Pro Patria Milan. Si poteva agire diversamente secondo questi tifosi, per esempio recuperando il credito con forme più “fair”. Quali? Presto detto: un bonus a favore del tifoso per assistere gratuitamente a qualche gara della Pro Patria, oppure uno sconto sull’abbonamento, oppure qualche trasferta gratis.
Seguendo il consiglio che ci è stato fatto, prima di scrivere il decalogo ci facciamo qualche domanda per non cadere nei vizi capitali, li abbiamo persino pubblicati per ricordarceli ogni giorno, anche se spesso non troviamo corrispondenza tra la colpa commessa e il peccato capitale, forse anche qui manca la fidejussione che rende farlocco il capitale.
Ecco le nostre domande:

1)A un tifoso del Milan interesserebbero le forme di credito proposte ? Non crediamo visto che erano alla partita per vedere il Milan e non certamente la Pro Patria e degli sconti proposti non saprebbe che farsene.
2)A chi spetta proporre ai tifosi uno sconto sull’abbonamento o sul biglietto di ingresso? Al Pro Patria club? Oppure alla società? Vi risulta siano state proposte forme alternative per avere i soldi? A noi no.
3)Quanti tra i tifosi presenti alla partita con il Milan vanno poi in trasferta con la Pro Patria? Tutti? Non ci risulta. Molti? Non ci risulta. Pochi? Pochissimi e quei pochissimi spendono così tanti soldi che del rimborso se ne fanno un baffo, avranno già buttato via il biglietto e aggiunto la perdita al proprio conto economico che certamente non verrà inficiato da tale cifra.
 A tutti gli altri cosa rimborsiamo? Come rimborsiamo? Ma, soprattutto, quando rimborsiamo? Se è inelegante la class action, troviamo qualcosa di più elegante, ma facciamolo, per ora la realtà è che i tifosi che hanno creduto alle promesse sono rimasti in braghe di tela. per ben 18 mesi Essere eleganti in braghe di tela è esercizio molto difficile anche per i migliori stilisti del mondo, per cui essere ineleganti ne diventa una conseguenza e non una scelta, ma non ce ne vogliano i cultori del fashion, non è colpa nostra se nessuno ci ridà quel che serve per coprirci.

Flavio Vergani

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