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Si riparte, questa è l’unica quasi certezza. Nulla di ufficiale al momento, ufficiali sono solo le notizie non ufficiali che nascono, crescono e proliferano come funghi matti. Ma, sembrerebbe che su questa non ci siano obiezioni. Con chi si ripartirà meglio non sbilanciarsi oltremodo e seguire l’esempio di  sanTommaso che avrà fatto pure la sua brutta figura, ma almeno non è andato in giro a dire di aver visto la resurrezione prima di averla toccata con mano. Beato chi crederà pur non avendo visto, ma visti i tempi che corrono, meglio un comodo purgatorio che un eterno girone infernale.
“Prima che il gallo canti tu mi avrai tradito tre volte”, lo dissero a Pietro, adesso è Pietro che lo dice e non sempre e solo ai soliti noti, stavolta rischia persino il Cireneo, confuso con Barabba.
Il governatore insieme a Ponzio Pilato erano già stati processati, adesso è finita la  Quaresima e si può tornare a pregare. Date a Cesare quel che è di Cesare e avanti il prossimo. “Ama il prossimo come te stesso” diceva Qualcuno famoso, sperando che faccia il miracolo e trasformi  due pani e tre pesci, ossia quello che troverà nella cesta, in un banchetto di nozze. Il vin brulè lo offre la casa, per cui sospendere il miracolo del vino.
Chi è il Salvatore della Pro Patria? “Badate bene che in molti diranno di averlo visto agli angoli della strada, chi ad est, chi ad ovest, chi a nord, chi a sud, ma diffidate da questi malfattori, millantatori e nullatenenti”, per cui stavolta ascoltiamo il cielo per non pronunciare il nome invano. Abbiamo seguito la cometa per lunghi mesi aspettando i doni dei re Magi. Ma, c’è crisi e l’oro lo avevano già venduto a Mirkoro, dell’incenso abbiamo visto la nuvola ma non abbiamo sentito il profumo, la mirra media l’abbiamo bevuta al Museo del tessile.
“Ricordati che polvere eri e polvere tornerai”, pensavamo fosse giunto il momento della cremazione e invece “eh già siamo ancora qua”, direbbe il dio del rock. Questo conta, anche se occorre che la Pro Patria sia lo spettacolo più bello del week end per tutta Busto, governatori compresi.
La Pro Patria val bene una messa e allora santifichiamola con rispetto.
Il campo del vasaio è costato solo trenta denari, troppo pochi per fare il miracolo!
Pietro e gli undici apostoli hanno vinto,  ma non convinto, per cui Getsemani prima e crocifissione poi, adesso servono altri evangelisti per scrivere il nuovo Testamento. Troveranno i dieci comandamenti  scritti sulle tavole della legge di questa città. Che non è santa, si sappia fin da subito, ma credente. La Pro Patria è una fede forte, non conta se confessata da pochi. Beati gli ultimi perché saranno i primi, noi, invece siamo stati spesso primi e forse per questo che non siamo beati, ma solo ultimi.
Abbiamo un punto in meno degli altri, nemmeno un discepolo in campo e un posto dove pregare. Ma, se i nuovi in arrivo ci faranno sentire il corpo e il sangue della Pro Patria, potremmo fare comunione tutte le domeniche. Preghiamo insieme affinchè non sia una nuova Via Crucis.

La Messa è finita, andate in pace e sempre forza Pro Patria.

Flavio Vergani

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