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L’elefante Vavassori e il topolino Barilli

Non mi stupisce il fatto che l’imprenditore milanese Pietro Vavassori voglia venire a Reggio Emilia a fare calcio (la mia prima domanda sarà sempre quella di capirne le motivazioni) ma è il modo in cui pensa di sbarcare alla Reggiana. L’impressione è proprio quella di un insediamento, un’occupazione a tutto tondo. Vavassori vuole occupare con i suoi uomini la sede e lo spogliatoio. E’ legittimo che chi mette i soldi in una società comandi e decida, guai se non fosse così ma c’è modo e modo di farlo. Nemmeno il vituperato Franco Dal Cin aveva osato tanto, anzi era arrivato in punta di piedi, senza cambiare di una virgola e poi piano piano aveva impostato la società in relazione alle sue idee. So cosa potrebbe obiettare Barilli: non c’è nulla di ufficiale. E’ vero, nessuno annuncia il progetto ma nel mondo del calcio sono segreti di Pulcinella. Basta parlare con un diesse o un procuratore per capire chi mena la danza nella Reggiana. Così è abbastanza banale credere che un imprenditore non occupi una società se non ne assume il controllo. Vale per chi acquista ma soprattutto per chi vende. Barilli si è consegnato a Vavassori avendo la garanzia della cessione del suo pacchetto di maggioranza. Non è un discorso di chi gestisce la società dato che Barilli avrà un ruolo strategico ma di ripianare a fine stagione le perdite. Non può che essere così anche se lo scopriremo solo vivendo perchè nessuno lo dirà mai, almeno fino a metà luglio quando la Pro Patria troverà un nuovo padrone. Questo è lo scenario che si prospetta. Giusto, sbagliato? Nessuno può giudicare ma se stiamo ai fatti la Reggiana sta completando l’organico prendendo, ad esempio, dei giovani da una Pro Patria che si è piazzata alle spalle dei granata. Il tecnico Colombo ha la stessa esperienza o forse meno di Marcello Montanari per non parlare dello staff organizzativo che non sono certamente di altissimo profilo. Giudicare oggi la squadra è impossibile, certo che è facile immaginare come sarà, almeno inizialmente, complicato unire i due gruppi di giocatori. Per non parlare della sede, anche se saranno pochi i superstiti. Non è certamente in questo modo che Barilli può riconquistare la fiducia della gente e tanto meno Vavassori il cuore dei tifosi granata. Speriamo che almeno una volta prevalga la sincerità e ai tifosi si dica la verità sul progetto che si vuole compiere, sui programmi futuri.

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