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Giornata di stop delle trattative quella di ieri a causa dell’assenza di patron Vavassori localizzato da google maps a Barcellona, forse a trattare Messi per la Reggiana. Scherzi a parte, ma sorridere ogni tanto fa bene visto che qui da troppo tempo si piange o si litiga, sembrerebbe che la giornata decisiva per le sorti della Pro Patria possa essere  domani quando il patron incontrerà le cordate interessate all’acquisto della Pro Patria per un definitivo dentro o fuori. La tifoseria è vigile e segue con apprensione e attenzione quanto sta accadendo pronta a sostenere con entusiasmo i nuovi arrivati, un po’ meno a sostenere un progetto con ancora patron Vavassori a capo della società, se questo vorrà dire una squadra di under 21. Certamente, in mancanza di alternative, questo sarebbe il male minore, ma in tal caso occorrerà spiegare bene, per filo e per segno, l’effettiva incapacità dei candidati rimasti sul campo a  coprire quel che occorre coprire, ossia garantire la fidejussione e disporre dei fondi necessari per i costi di gestione. Inutile dire che il clima che si è creato dopo le dichiarazioni di Vavassori alla stampa hanno definitivamente contrariato la tifoseria che richiede, oggi più che mai, aria fresca per ricominciare una nuova stagione che possa  azzerare un passato dove si è vinto  molto sul campo, ma si è perso fuori,  a causa di una discutibile politica comunicativa che ha arato e reso sterile qualsiasi relazione tra tifosi e società. Una frattura grave che deve essere ricomposta per ridare la Pro Patria ai suoi tifosi generando al contempo un nuovo “engagement” della città che non potrà chiamarsi fuori nuovamente di fronte a nuovi proprietari. Se il problema era Vavassori, non potrà continuare ad esserlo anche quando non ci sarà più, diversamente il problema avrebbe un altro nome, ma a quel punto sarebbe una giustificazione e non più una motivazione.
Un abbonamento in più dell’anno prima, un euro di incasso in più dell’anno prima, un bambino in più allo stadio dell’anno prima, questo, a nostro avviso, potrebbe essere la sfida iniziale del prossimo anno se la società avesse un futuro stimolante. Obiettivi minimi, ma che darebbero un segnale. Ma, ovviamente è presto per parlare di futuro, occorre risolvere il presente, ma la voglia di ripartire è tanta e ci piace fin da subito fantasticare. Se, invece non arrivassero novità, inutile nasconderci dietro un dito, sarebbe un anno sgonfio di stimoli e candidato perfetto per battere ogni record negativo sul campo e fuori. Crediamo non convenga a nessuno.
La giornata di ieri è stata persino divertente sui social network dove sono state commentate con ironia e sarcasmo le dichiarazioni del presidente Macalli rilasciate alla Prealpina dove con un esercizio di raro equilibrismo dialettico si è goffamente cercato di comunicare la convinzione che patron Vavassori nulla abbia a che spartire con l’esodo dei giocatori e dello staff della Pro Patria verso Reggio Emilia. Seppur non esista documento che comprovi l’acquisizione di quote della società granata da parte dell’attuale proprietario della Pro Patria proprio per l’impossibilità dello stesso a detenere quote di due società frequentanti la stessa categoria, i tifosi si sono dapprima risentiti e poi divertiti sull’argomento.
Non esiste documento che certifichi il fatto che la terra giri intorno al sole, eppure ogni giorno assistiamo all’alba e al tramonto, non esiste documento che certifica che si nasce e poi si muore, eppure tutti i giorni succede e, nonostante la mancanza della prova provata,  tutti credono all’alba e al tramonto, alla nascita e alla morte. In questo caso, tutti sono convinti di quello che il solo Macalli ritiene improbabile per mancanza di certificazione ufficiale. Il tempo sarà come sempre galantuomo e ci dirà se i destini sportivi del patron coincideranno con le certezze dei molti o con quelle di Macalli.
Intanto, inviamo tanti auguri a Riccardo De Biasi gravemente infortunatosi al ginocchio dopo il suo primo allenamento con la Reggiana, nel suo ruolo possiamo offrire alla Reggiana il bravo Spanò che già lo scorso anno si dimostrò valido sostituto di Polverini in quella posizione. Si propone un contratto di solidarietà a titolo gratuito.
Oppure, se si volesse qualcuno dal fisico più prestante, proponiamo Zaro un giovane granatiere. Potrebbe essere un’occasione da non perdere e forse un errore da non ripetere. Dopo aver discutibilmente perso Zaro padre, non si perda Zaro figlio, a noi rimarrebbe solo lo Spirito Santo, ma ce lo faremo bastare.

Flavio Vergani

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