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Viviamo all’ombra del piuttosto che niente, inutile nascondersi. E’ da troppo tempo che accade. Ogni volta siamo messi così male che siamo obbligati a dire grazie anche a realtà che ci stanno strette. Di fronte al niente si preferisce il piuttosto. Ma è  dura da mandare giù. Se ti lamenti sei un irresponsabile che non ama la Pro, ma quanti magoni si mandano giù per far finta di essere felici?
 Molti hanno già detto basta. Dopo  Padova, dopo Salò, dopo Zoppo, dopo Tesoro, dopo le mille illusioni evaporate. Poi, non ci si chieda perché siamo rimasti in pochi.
Non è bello vincere un campionato senza salire di categoria per i tredici punti di penalizzazione che non erano colpa dei tifosi, ma, forse , si è parlato poco a riguardo di chi quelle colpe le aveva. Per loro un campionato perso e uno con retrocessione. Loro a Lecce, noi ancora qua.
 Poi,  un campionato sognato e perso  sul filo di lana. Ma, il piuttosto che niente era accettare di continuare a vivere. E si è mandato giù ancora una volta. Poi, finalmente la gioia della promozione, evaporata subito con un campionato seguente che poteva essere della riscossa e che invece è stato incompiuto. Ma, per molti, piuttosto che niente, meglio il piuttosto.
Domeniche senza senso passate ad applaudire una banda di giovani che non sono più qui.  Che senso ha avuto?
Loro sono a Reggio, ci dicono per accontentare la volontà di chi poi non è arrivato.
Che senso ha?
Con loro, qualche gioiello del nostro settore giovanile,  chissà perché. Anche questo lo hanno chiesto gli stessi di prima? Che senso ha?

Il piuttosto che niente ora parla di arrivi di giovani dalla Reggiana o dal Sassuolo, quasi fossimo satelliti di una holding sportiva. o forse, vista l'origine di una cooperativa fuori confine.
Siti produttivi ove si fabbricano speranze per gli altri. Prendere o lasciare. piuttosto del niente.
 Esordienti in campo, esordienti in panchina, esordienti dietro le scrivanie, posizione di team manager e segretario ancora vacant o forse delegati a consulenti esterni. Preoccupante, ma piuttosto di niente...
 Ritiro lontano, forse in Veneto, per non subire contestazioni, per allontanare la squadra dai suoi tifosi. Piuttosto di niente. Quanti tifosi lo accetteranno? Molti dei pochi, ma pochi dei molti diranno no e si rimarrà ancora in meno. Mille domande represse per non essere tra gli irresponsabili. Ci  dicono di parlare di calcio, forse perché loro stessi vogliono allontanare un incubo, facendo finta che non esiste. Un applauso che qualcuno ha chiamato liberatorio alla presentazione del mister. Liberatorio da cosa ? Dalle mille sofferenze sofferte? Da una società in vendita con il patron che non ne può più di lasciare il timone? Da una società che se non trovasse acquirenti schiererebbe una squadra di under 21 tendente all'under 19 ? Liberatorio da un calciomercato caratterizzato da anomala normalità che dopo averci prosciugato la rosa, adesso sta diventando fiore di "primavera degli altri". Al popolo degli ottimisti sempre incazzato con i pochi irresponsabili chiediamo : voi riuscite ad essere sereni? A far finta di niente? A dire grazie al piuttosto?
 Noi non ci riusciamo, scusateci. Non ci sentiamo liberati da niente. Viviamo la stessa sensazione del patron, vogliamo andarcene da questa situazione che dura da troppo tempo. Vogliamo normalità e non anomala normalità, che per noi sono sinonimo di anormalità. Vogliamo quel che serve per essere  come gli altri, senza  obblighi imposti dal  piuttosto che niente.
 Un piuttosto che niente che ogni volta non può essere meno della volta prima. Questa è la nostra passione e non possiamo schiacciare un tasto e dire che va sempre bene . Vorremmo sognare anche noi qualche volta, vorremmo essere liberi e non schiavi di mille motivazioni. Siamo tifosi e vorremmo parlare di calcio, ma ci continuano a parlare di cordate farlocche, di fidejussioni mancanti, di squadre che   sempre più assomigliano alla Beretti. Ci dicono che il nostro settore giovanile è invidiato da tutta Italia e poi arrivano giovani da Reggio, da Sassuolo, mentre i nostri se ne vanno a costo zero per accontentare chissà chi.
Forse arriverà qualcun altro e la musica potrebbe cambiare, ma allora perché infarcire la rosa di tutti questi baby? Erano già qui giovani di prospettiva, perché si va di nuovo in pesca?
Che senso ha tutta questa girandola di vendite e acquisti sempre con gli stessi venditori e clienti?
Siamo satelliti della Reggiana o del Sassuolo o di entrambe? Siamo il loro serbatoio? O , siamo vittima del caso?  
Spiegateci qualcosa per favore,  piuttosto che niente.
Flavio Vergani

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