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Massimo Venturini
Dopo molto tempo si torna a parlare di calcio. Si parte per il ritiro che non è il solito di Arona e questa è già una novità. Si va lontano, a Tonezza del Cimone, teatro di guerra durante la prima mondiale. Uno strappo rispetto al passato recente e potrebbe non essere il solo. Infatti, proseguono le trattative del patron con i gruppi interessati alla Pro Patria e non è escluso che presto ci possano essere novità. Qualche indizio lo si può intuire con facilità, altri solo ipotizzare, ma la sensazione è che non si è lontani dall’ingresso di qualcuno di nuovo. Magari, al momento, solo in affiancamento, novità che contrastano con qualcosa di già conosciuto, come i ritorni di alcuni ex tigrotti rimasti nel cuore dei tifosi. Al settore giovanile è arrivato mister Venturini, chi non lo ricorda come bravo allenatore ed eccellente persona? Un ritorno da tempo nell’aria negli scorsi anni e che si è  finalmente concretizzato. E, forse, questo ha un significato preciso. Antonelli è stato l’eroe di chi scrive, colpito dai suoi ubriacanti dribbling. Un “veneziano” da amare o odiare, da abbracciare o contestare. Un giocatore che divideva il pubblico per il suo modo di giocare, come lui Sabatini, Montesano e l’altro idolo bustocco Frara.
Terzo ritorno nell’area tecnica con Massimo Macchi, ex portiere tigrotto che dopo aver lasciato Busto per Borgomanero, Pavia, Trento e Mezzocorona, ha deciso di rispondere “presente” alla chiamata del suo ex compagno Antonelli, per riprendere insieme da dove si erano lasciati.
I tre ritorni fanno tornare in mente un calcio diverso, un mondo calcistico più semplice senza stewards, tessere del tifoso, prevendite, divieto di ingresso a ombrelli, cani e stampelle. Fanno ritornare in mente una Pro Patria semplice e povera, ma genuina, vicina ai tifosi, sinergica con la passione e con la “tigrottità” del suo popolo. Una Pro Patria che dava modo di affezionarsi ai propri giocatori, costruire rapporti forti, sviluppare appartenenza ai colori. Ora è tutto fuggevole, un via vai di giovani di passaggio desiderosi di vestire la nostra maglia con l’obiettivo di svestirla subito dopo per volare verso il calcio che conta. Una fabbrica dei desideri che complice il business economico dei contributi federali ha generato un improvviso amore per i giovani da parte di moltissime squadre. Peccato che l’anno successivo all’esordio si stenti a trovare questi giovani in categorie superiori o addirittura nella stessa. Una job rotation poco formativa per gli junior, ma remunerativa per i clubs, che hanno modo di sbandierare l’eticità del progetto incassando al contempo un bonus che poco o tanto che sia, giustifica la scelta.
E, a proposito di giovani “missing”, non possiamo non parlare del nostro Spanò misteriosamente sparito dalla lista dei partenti verso il ritiro vicentino. Il “soldatino”che lo scorso anno indossò persino la fascia di capitano dei biancoblù, non fa parte della rosa della Pro Patria. Il direttore tecnico Antonelli ha dichiarato che non è affar suo parlare di giocatori di gestioni passate, ma qualche domanda sorge spontanea a tale riguardo. Al di là della competenza sulla gestione presente o passata, il giocatore era un patrimonio della Pro Patria e sarebbe bello capire il motivo per il quale Spanò non è più un giocatore biancoblù.
Intanto la società ha chiesto di poter riposare nel primo turno di Coppa Italia per dare modo a mister Oliviera di concludere con una amichevole il ritiro lampo che inizia oggi è terminerà domenica prossima.
Sul fronte mercato, dopo la vagonata di giovani, è possibile l’arrivo di un nome noto quale Tiziano Polenghi, difensore centrale (classe 1978) che in carriera ha vestito le maglie di U.S. Cremonese (Lega PRO 1° Div.) Castel di Sangro (C1), Novara (C1 e C2), Salernitana (B), Lecce (A e B), e Sassuolo (B).
Flavio Vergani

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