Header

Mister Oliviera non ha nascosto la propria preoccupazione nel dopo gara che ha visto l'umiliante sconfitta della Pro Patria, da parte della matricola Giana Erminio.
Il tecnico chiede l'acquisto di cinque uomini di categoria per poter rinforzare l'organico, oltre che poter avere una figura di riferimento all'interno della società con la quale rapportarsi. Si vocifera dell'arrivo di un direttore generale in settimana, ma ormai la Pro Patria naviga a vista in preda a continue aspettative deluse e promesse mancate. A pochi giorni dall'inizio del campionato regna la provvisorietà in campo con una squadra baby con il solo Serafini che andrebbe santificato subito per la pazienza con la quale da sempre ha sposato la causa, ma al quale non è possibile chiedere eternamente i miracoli e fuori dal campo dove le presunte trattative sembrano congelate o perlomeno attive con tempi lunghissimi
Dopo che le stesse hanno portato ad un punto di penalizzazione per il ritardato pagamento della fidejussione, ora rischiano di portarne altri provenienti dal campo con le potenziali sconfitte che questa squadra potrebbe subire a inizio torneo senza adeguati rinforzi.
Ora, giusto stimarsi per un campionato vinto e uno nel quale si è arrivati secondi dietro il penalizzato Monza, ma una gestione societaria affidabile e rispettabile dovrebbe gestire anche la fase di check-out con lo stesso stile vincente mostrato nel check in. Invece, Ci spiace notare come a partire dallo scorso anno si assista ad azioni continue di indebolimento della squadra, prima effettuata con il volontario mancato acquisto di una punta per poter sognare, poi con una campagna cessione realizzata a gennaio che ha indebolito i quadri tecnici, per poi smembrare l'intera rosa a favore della Reggiana, probabilissimo futuro approdo del patron. Infine, ecco la formazione di una squadra mancante dei requisiti fondamentali per poter essere competitiva e con larghissima rappresentanza di seconde scelte della Reggiana. Se, come dice il patron, è solo grazie a lui che la Pro Patria è stata salvata con il versamento della fidejussione, vorremmo anche sapere il certificato di salute attuale. Siamo salvi  ma in prognosi riservata, siamo in coma vigile con prospettive di essere trasportati in riabilitazione, oppure tenuti in vita dai macchinari ai quali prima o poi verrà tolta la spina?
Se fosse così, per favore staccatela questa spina, perché sinceramente queste cure palliative e terapie del dolore fanno più male di una dolce eutanasia. Inoltre, fanno dimenticare i precedenti stati di benessere del paziente che nel frattempo è diventato impaziente di fronte ad un medico che ultimamente sembra solo intenzionato a trapiantare quel che di buono c'era qui in centri specialistici emiliani.
Flavio Vergani

0 commenti: