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L'estate sta finendo, o forse non è nemmeno iniziata. Una anormale anomalia che di giorno in giorno ha fatto sperare i vacanzieri in una "ogiaà da soù", sempre tradita dalle previsioni.
Il colonello Giuliacci  a volte spiegava che la colpa era della bassa pressione islandese, altre volte del maestrale e altre ancora della depressione proveniente dai Pirenei, sta di fatto che siamo al 21 agosto e gli ombrelloni sono ancora chiusi. L'estate sta finendo e anche sulla Pro Patria non è mai sorto il sole. Anche qui, ogni sera una previsione dei vari meteorologi locali, poi smentiti dal colonello, o meglio, da patron Vavassori, che ha prima spiegato che la depressione finanziaria era causata dalla perturbazione "fidejussione ", proprio mentre altri sostenevano (a torto) che si sarebbe dissolta come neve al sole (anche se il sole non c'è mai stato)solo dopo a fine agosto, riportando il bel tempo sullo "Speroni".
Poi, è stato il turno del maltempo sulla zona "pugliese" con nuvole che hanno oscurato l'arcobaleno biancoblù,  proprio subito dopo che le feste di piazza dei tifosi avevano spento il colpo di fulmine del temporale"Jabil". Tanto tuonò, che non piovve.
Nell'estate della normali anomalie abbiamo assistito alla costante mancanza di sole, alle continue previsioni di fidejussione rivelatesi virtuali, all'elezione di un nuovo presidente della Federcalcio che non è solo vecchio, ma addirittura Stravecchio, al trasferimento massivo di gran parte della Pro Patria verso  Reggio Emilia, un viaggio organizzato con il più grande bilico disponibile nel parco della Italsempione, ad un ritiro lampo svoltosi in condizioni logistiche da incubo con camerate stile colonia, a una pausa ferragostiana concessa da mister Oliviera invidiata persino da docenti scolastici che già non se la passano malaccio in quanto a ferie, ad una gara di coppa Italia shock. Tutto  questo in attesa che arrivasse l'estate.
Una stagione estiva durante la quale ha sempre piovuto o quasi. E, ancora la temperatura è freddissima. Giuliacci spiega quotidianamente il perdurare della depressione, il patron tace, ma il silenzio è assordante.
L'anticiclone delle Azzorre sembra diretto verso altri lidi, il dubbio che anche i nuovi dirigenti si stiano riparando con aperto l'ombrello comincia a venirci. Siamo ad una settimana dall'inizio del campionato, ogni giorno è prezioso per cercare di recuperare il tempo perso, ma non si muove foglia che Vavassori non voglia. La società è ancora nelle mani del patron che, probabilmente, attende il versamento di quanto concordato, ma nonostante le previsioni, mancano le fidejussioni.
Domanda: perché tutti, o quasi, rimandano a fine agosto i termini di versamento per l'acquisto societario? Cosa gli serve? Forse lo stipendio del 27 come a noi comuni mortali? Da dove nasce tutto questo ritardo? Con che squadra ci presenteremo sabato prossimo visto che ancora sull'orizzonte biancoblù non si vede il sole?
Per ora abbiamo preso tanta acqua riparandoci con l'ombrello, non vorremmo che ora inizi a grandinare. La grandine fa male, soprattutto dopo aver lungamente sperato nel sole. I tifosi della Pro Patria sono abituati alle intemperie e sono impermeabili alle bufere, ma forse è giunto il momento di scaldarli con un raggio di speranza. Non si può sempre aspettarsi che questa gente possa solo sognare con le previsioni del giorno prima, naufragando il giorno dopo. Se la nuova stagione è in arrivo si faccia in fretta a farla sorgere, se invece dovesse permanere l'autunno si chiede di coprirsi in modo dignitoso, evitando di dover annegare ogni settimana nei fanghi dell'umiliazione. Monza è bastata e persino avanza.
Flavio Vergani



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