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Oggi in sede della Pro Patria. Tante scrivanie vuote. Saverio Granato compila i moduli per la richieste della tessera del tifoso, stampa i titoli dematerializzati, così si chiamano quelle che prima erano le ricevute. Risponde al telefono, chiama i collaboratori per soddisfare le richieste delle autorità di pubblica sicurezza. L'ultima è la numerazione dei posti a sedere. Incredibile. Se ne è andato Zullo, se ne è andato Federici, il buon Moroni segue il settore giovanile e Granato tira silenziosamente la carretta.
Non sempre avverte gratitudine nonostante siano decenni che non perde una partita della Pro, nonostante non abbia garanzie sul suo futuro, eppure lui c'è. Rimane curvo sulla scrivania per gestire l'emergenza. Non arretra di un passo. Un vero tigrotto.
 Ci tiene a dire che lui è tifoso della Pro Patria e chi si permette di scrivere che sarebbe andato a Reggio non ha capito niente. Si incazza, si commuove, ma non ha neppure il tempo per farlo, perché il telefono suona di nuovo e la voce che dice che la Pro Patria è ancora viva è ancora una volta la sua. Lui resiste in trincea, contro tutto e contro tutti.
Poi buttiamo l'occhio sul bancone di ingresso e vediamo una bella locandina che comunica la nuova campagna abbonamenti.
Che sorpresa, non ce l'aspettavamo in questa situazione di normale anomalia. Chi l'ha fatta. Saverio ci guarda storto, vorrebbe dire "ma chi pensi che l'abbia fatta?". Non lo dice per non apparire superbo. Ok, abbiamo capito. Ci ha pensato lui anche stavolta chiamando un amico. Saverio Granato la macchina in Lega Pro a Firenze la posteggia al coperto, qualcosa vorrà pur dire. Si certo, ha ragione Saverio, alla Pro Patria manca il segretario sportivo, ma lui c'è. Faccia ammenda chi afferma il contrario. Lo facciamo e diciamo grazie Saverio. Ma anche a Cristian Moroni, perché chi è rimasto merita rispetto e il loro lavoro, oggi più che mai, è davvero importante.
Flavio Vergani

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