Header

Pubblichiamo l'intervista a mister Oliveira della giornalista Monica Colombo del Corriere della Sera. Rassicuriamo fin da ora la giornalista che nessuno farà mai buuu al nostro allenatore, anche perchè la maggioranza non l'ha fatto nemmeno a Boateng. C'è  invece chi non fa buu, ma si comporta ben peggio, come  il signor Tavecchio che mentre parla di banane e pedigree trova il modo candidarsi alla presidenza della Federcalcio per la gioia di tutti o quasi.
Candidatura appoggiata persino dalla Lega Pro di  Mario Macalli che in recenti interviste si è  augurato che le società della categoria appoggino compatte la candidatura di Tavecchio, nonostante il clamoroso infortunio razzista.Ovviamente, per tutti o quasi i benpensanti quel che è successo a Busto è da condannare senza scusante alcuna, quel che è successo a Tavecchio è solo una errata interpretazione di quel che voleva realmente dire. 
Insomma, è come dire che i bustocchi volevano dire buuusto,ma un improvviso attacco di balbuzie ne fatto equivocare i significati.
Per cui forse è di questo che dobbiamo vergognarci, ossia di quel che sta succedendo adesso e non di qualcosa accaduto un anno e mezzo fa.
Il clima con il quale dovrà convivere il nostro allenatore  sarà quello garantito da persone civili, come lo sono i bustocchi  da sempre . Eventuali problemi saranno sempre e solo dovuti a possibili periodi neri della squadra e non certamente per il colore della sua pelle. Sappia la giornalista del Corriere della Sera che a Busto hanno già giocato giocatori di colore come Toledo, Fofana , Do Prado e Som e per tutti ci sono stati applausi ( fino allo scherzetto di Carnevale fuori data, ma questo è un altro discorso). Per cui, crediamo che sia giunto il momento di evitare persino di andare sull'argomento, a meno che non si cerchi il sensazionalismo a tutti i costi per dipingere la città di un colore che non gli appartiene.
Flavio Vergani


Oliveira sfida i razzisti nello stadio che fece buu a Boateng



 
“Se mi urleranno buu allo stadio Speroni, farò finta di niente. Mi comporterò come se nulla fosse accaduto. Ma sono convinto che non succederà”. Dall‘Eccellenza sarda alla Lega Pro: Lulù Oliveira, 45 anni., ex attaccante di Cagliari, Fiorentina e Bologna, dopo due campionati alla guida del Muravera (con cui ha conquistato una Coppa Italia di categoria ed è stato nominato miglior allenatore di squadre dilettanti), riparte da Busto Arsizio. Sulla panchina della Pro Patria, in quell’impianto che ha guadagnato notorietà internazionale grazie all’amichevole con il Milan sospesa il 2 gennaio 2013 per i cori razzisti verso Boateng. Il ghanese sparò una pallonata verso la tribuna, i compagni per solidarietà lasciarono il campo.
Oliveira è consapevole del clima con cui dovrà convivere?
“Voglio che il pubblico sappia che il suo contributo è fondamentale per me e per la squadra. Se i tifosi avranno qualcosa di cui lamentarsi vengano da me, non dai calciatori perché certi episodi poi tolgono concentrazione”.
Crede che l’ingaggio di un tecnico di colore sia un segnale che la città di Busto o la presidenza Vavassori intenda dare all’attenzione pubblica?
“Può essere, ma mi hanno spiegato che il caso Boateng non fu la spia di un malessere razzista quanto piuttosto un episodio con pochi tifosi protagonisti”.
Negli ultimi giorni è esploso il Banana-gate. Secondo lei Tavecchio è un candidato adeguato alla presidenza federale?
“Credo di no. Il leader della Figc non può permettersi certe affermazioni sugli extracomunitari o sulle donne handicappate nel calcio. Certe affermazioni fanno male”.
Lei che ha legato la sua carriera alla Sardegna, come ha vissuto l’addio di Cellino al Cagliari?
“Venne a prendermi in Belgio nel 1992, con lui ho vissuto bellissimi campionati. Ma lui resterà sempre una figura di riferimento per Cagliari”.
Che idea si è fatto di Giulini?
“Non l’ho conosciuto. Mi aveva invitato per il raduno di domani ad Assemini insieme ad altri ex giocatori rossoblù. Ma ora ho degli impegni sopraggiunti…”.
A quale allenatore si ispira?
“Ne ho avuti tanti, da Mazzone al Trap. Da Tabarez a Ranieri passando per Malesani. Prenderò un po’ da ciascuno di loro. La caratteristica principale che i miei giocatori dovranno avere è la grinta. La palla è come una fidanzata: deve essere sempre attaccata al piede”.
Oliveira, lei è in Italia da 22 anni: il nostro paese è razzista?
“A Verona o a Vicenza ho sempre avuto parecchi problemi. Mi facevano buu spesso”.
E lei?
“Cercavo di segnare e quando ci riuscivo mi scatenavo nel mio balletto. Per mostrare il mio valore e zittire tutti quanti”.
Monica Colombo ( blog Corriere della Sera)

0 commenti: