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Come detto tempo fa,  il tifoso bustocco ha l'obbligo di acquistare una mazzetta di quotidiani se vuole avere la certezza di sapere quel che capita alla sua Pro Patria. Mentre Repubblica, il Corriere, la Stampa, il Giorno, sono fotocopie uno dell'altro con notizie che si ripetono con regolarità  e totale mancanza di fantasia, i giornali di Busto offrono un ventaglio di notizie del tutto differenziate tra loro che appassionano il pubblico e al contempo fanno nascere domande sui motivi di tale difformità comunicativa.
Oggi, la Gazzetta dello Sport e la Prealpina ospitano lo sfogo di Valentini che si sente tradito da Vavassori, il quale dopo avergli promesso la Pro Patria gliela ha negata. La Provincia di Varese, che in passato aveva  generosamente ospitato gli sfoghi del patron, informa invece sull'arrivo di Giorgino e Iori, che dirigenti non sono, ma giocatori d'esperienza che andrebbero a puntellare la traballante rosa bustocca. Lo sfogo di Valentini sembra non essere pervenuto in redazione o forse è stato giudicato non meritevole di citazione. Davvero strana la scelta vista la quotidiana vicinanza alla vicenda da parte del quotidiano varesino.
Dunque, Valentini  su Prealpina e Gazzetta vuota il sacco e fa sapere che patron Vavassori non ha mantenuto la parola. Lui la fideiussione l'aveva, gli 850 mila euro anche, e la squadra forte pure. Intanto Romani, altro capocordata sconfessato  da Vavassori nella famosa conferenza stampa, ha presentato in comune i documenti attestanti che lui aveva aperta una trattativa seria e che non è un perditempo. Carte, documenti, mails che cantano, dimostrano, certificano, confermano. Prima li ha mostrati Vavassori per far sapere che chi diceva il contrario era un bugiardo. Adesso i ruoli si invertono, le carte le ha Valentini, a Vavassori il compito di dimostrare il contrario. Se può interessare il nostro parere diciamo che Vavassori non ha mai nascosto che stava trattando con diverse cordate e che avrebbe scelto quella che a suo avviso gli avrebbe dato più certezze. Ne segue che riteniamo del tutto normale che possa avere preferito un'alternativa a Valentini. Succede così anche quando si vende una casa, chi offre di più o solo chi sembra dare maggiori garanzie va al rogito.  Per cui, a nostro avviso, non serve mostrare i documenti in quanto non c'è nient'altro da dimostrare. Ovviamente, il discorso vale ad una condizione :  se ha scelto altri, Vavassori lo dica subito con chiarezza e con voce forte. Se Valentini era pronto all'otto di agosto, si dica il motivo per il quale si è arrivati a fine agosto con tutte le conseguenze del caso per attendere i monzesi o chi per loro. Ma, soprattutto, si dica una volta per tutte che la società ha trovato un acquirente. Se la condizione non dovesse essere rispettata, allora la realtà cambia e Vavassori dovrà difendere la sua scelta di non vendere a Valentini in maniera convincente e trasparente visto che, questa volta non sembrano esserci problemi di fideiussione.
Solo in questo caso ci interesserà sapere  tali motivi. Diversamente crediamo che il patron abbia la libertà di scelta e non vediamo dove stia il problema.
Flavio Vergani

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