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Ci sono tanti proverbi che parlano del mattino e prospettano l'andamento della
giornata in base a come questa stessa si presenta e quello che vi sto per
raccontare vi convincerà di come ieri i cattivi presagi si siano susseguiti a
cominciare dall'alba.
Chi conosce Andrea Macchi sa che, soprattutto in occasione delle trasferte,
ben poco può essere lasciato al caso e che sulla puntualità non si scherza ed a
questo punto scatta il primo campanello d'allarme della giornata.
Arriva infatti con qualche minuto di ritardo rispetto all'orario previsto per
la partenza a causa di un problema col mezzo che ha visto Arianna costretta ad
attivarsi per supportare dei pigri tergicristalli nello svolgimento del proprio
lavoro.
Non siamo tutti presenti e, dopo telefonate, messaggi su WhatsApp e SMS non
andati a buon fine, decidiamo di concedere il famoso quarto d'ora accademico al
nono passeggero che tarda a presentarsi all'appello.
C'è chi fuma, chi mette un'opzione sul posto che occuperà durante il viaggio,
chi fa pronostici e chi ne approfitta per svegliare il buon Giuseppe che, visto
il perdurare dell'attesa, ci invita a parcheggiare le auto "al sicuro".
Sono ormai le 7.30 e, una volta perse le speranze di avere Giovanna con noi,
partiamo alla volta di Bolzano.
La gestione dell'aria condizionata sembra essere una costante delle trasferte
di quest'anno ma grazie ad un provvidenziale intervento di Caterina, che doveva
fare l'ingegnere e non l'architetto, anche la bocchetta in erogazione continua
di aria gelida viene sistemata.
Il viaggio procede liscio ma ecco il secondo alt ... incidente e conseguenti
rallentamenti ... i ragazzi tirano un sospiro di sollievo consapevoli che il
passaggio in Thun, tanto auspicato da noi femmine, è con tutta probabilità
compromesso!
Arrivati! Bolzano ci accoglie con un cielo spettacolare, non c'è una nuvola,
la temperatura è ottima e troviamo al volo un parcheggio così qualcuno auspica
il ritorno della buona sorte.
Ci incamminiamo verso la cattedrale e scopriamo che le bancarelle dei
mercatini di Natale, che tanto abbiamo apprezzato lo scorso anno, hanno
lasciato spazio a degli stand ricreativi per i bambini (ai quali oggi sembra
davvero tutto permesso) e che le melodie natalizie sono state rimpiazzate dalla
musica di piccole bande che, in abiti rigorosamente tirolesi, allietano lo
struscio dei residenti e dei turisti qua e là tra le vie del centro.
Dopo vari tentativi di convincere i propri compagni di viaggio ad andare al
ristorante, Mario Beliusse si arrende all'evidenza ... oggi non metterà le
gambe sotto il tavolo per pranzo ... impossibile resistere alla tentazione di
un bel panino con lo speck e il formaggio acquistato sulle bancarelle!
Quattro passi ancora e poi, in pieno clima pre partita, eccoci al Druso dove
troviamo Roberto Centenaro con Laura, l'immancabile Giannino, Ruggiero e gli
altri "innamorati" che arrivano alla spicciolata per sostenere i ragazzi, tutti
rigorosamente corredati di sciarpe e striscioni.
Sull'onda dell'entusiasmo post pareggio col Novara ci si aspetta qualcosa di
buono ma, anche questa volta, ci vediamo costretti a lasciare lo stadio a
orecchie basse con la consapevolezza che le prestazioni della Pro Patria a
Bolzano sono proprio da dimenticare!

Cristina Castelli

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