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Perilli: 6-
Ingenuo nell'occasione del rigore si riscatta a fine match con una sufficiente presenza. Il fisico che ha è da grande portiere, ma ancora non trasmette sicurezza .

Guglielmotti: 6,5
Dinamico e attento nelle due fasi sta chiaramente facendo intendere che per lui è la stagione del rilancio e per nulla al mondo la vorrà perdere.

Panizzi: 6
Meglio del solito anche se ancora troppo timido in fase propulsiva. Stavolta sembra credere di più nei suoi mezzi.

Anderson 6,5
Votato dalla tribuna stampa come il "top of the match" insieme a Baclet si dimostra baluardo insuperabile per il temibile attacco novarese. Alterna prestazioni imbarazzanti come quella di Vicenza ad altre di qualità come quella odierna e quella con l'Albinoleffe. Quale è il vero Anderson?

Lamorte: 10
Un voto che vuole essere un augurio per il grave infortunio subito che lo terrà lontano dai campi per diverse settimane. In bocca al lupo Fabio

Zaro: 7-
Monumentale! Entra in campo a freddo e si trova di fronte le bocche da fuoco novaresi dotate di carisma e esperienza. Non fa una piega, domina di testa, anticipa con puntualità, fa il granatiere perfetto. Il meno è solo per quando porta palla senza smistare le ripartenze e poi perché è giovane e i voti troppo alti potrebbero dargli alla testa.

Romeo: 6
Fa tenerezza con quel fisichino di fronte agli armadi a tre ante novaresi, ma lui si difende bene e non si fa mettere i piedi in testa. Indubbiamente una prova di carattere.

Ulizio: 5
Ha eleganza di corsa e stile oxfordiano, ma, santo cielo,  in questo ruolo e a questa età si dovrebbe mangiare l'erba e legnare il primo che capita in zona. Invece è sempre composto, elegante, educato e poco propenso all'interdizione. Un modo di giocare che è un lusso che questa Pro non può permettersi.

Giorno: 5
Il ruolo lo penalizza, non ha i tempi per giocare in un centrocampo in linea. Troppi tocchi, troppi personalismi e virtuosismi. Troppe imprecisioni nei passaggi e troppi rischi presi. Nel primo tempo azzarda un dribbling al limite della propria aria di rigore che viene applaudito perché riuscito, ma senza senso tattico.

Taino: 6
Una garanzia a livello di temperamento, un vero tigrotto che non tira mai indietro la gamba e non si ferma mai di correre. Gente cos' avrà sempre la sufficienza perché da queste parti si amano giocatori con questo spirito.

Serafini: 5
Abulico e poco presente nella manovra non è il solito "Teo". Lo avevamo visto spento anche a Vicenza, non vorremmo che il patron lo abbia troppo rassicurato, fino a spegnerne gli stimoli.
O forse è solo un periodo di appannamento?

Baclet: 8
Partita perfetta per il francese ex novarese che trova la doppietta e la forza di rimanere in campo per tutta la gara nonostante sia a corto di preparazione. Di testa le prende tutte, fa a sportellate con i difensori avversari e seppur stremato non disdegna la fase difensiva fino alla fine.

Oliveira:8
Standing ovation quando toglie Romeo e, mentre tutti si aspettano un difensore per proteggere il pareggio, inserisce Terrani giocando a tre punte. Sprezzante del pericolo tenta di vincere la partita e questo trasmette autostima ai suoi in campo. Se avesse ragionato così anche a Vicenza probabilmente avremmo un punto in più. Questo allenatore senza i vari Bovi, D'Errico, Arati e Candido e senza una società che lo conforti, lo ascolti e lo gratifichi,  sta facendo i miracoli e di questo occorre dargliene atto.
Un voto in più perché finalmente trova il coraggio di alzare la mano e fare delle domande al patron per avere chiarezza sul futuro. Un dipendente che fa domande pubblicamente al patron non lo si era ancora visto in questi quattro anni, per cui crediamo che si sia arrivati al massimo della sopportazione. Giusto così, la storia di Oliveira merita rispetto e siamo certi che senza garanzie non accetterà ulteriori compromessi.


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