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Ho sentito parlare con sufficienza sminuendo il lavoro impegnativo di una squadra che per molti è nettamente inferiore a qualsiasi avversaria del girone. Dopo alcune considerazioni in merito e alle critiche anche se rivolte con buonsenso  alla squadra ed allo staff  tecnico Biancoblu da più parti, alle quali non mi limito ad essere in disaccordo, ma con queste poche righe ritengodi poter dare consistenza ad un pensiero positivo senza polemizzare con alcuno. Mi limito comunque a considerazioni che prese singolarmente possono avere aspetti di incognita totale ma che eseguiti nell’insieme mi conferma un risultato differente. Raccolgo le mie informazioni a chiaro esempio, dopo l’ultima partita contro il Real Vicenza dell’ex Dario Polverini. A dieci minuti dall’inizio della gara il talento Roberto Candido ha un risentimento muscolare e lo staff medico decide di non rischiare la sua discesa in campo, ma d’altro canto si rischia, anche se in questo caso non si tratta di un termine corretto, alla sostituzione da titolare con l’esordiente Manuel Romeo che le varie pagelle hanno reputato non sufficiente, venti frustate avrebbero procurato meno dolore a questa Tigre. La squadra ha dovuto fare a meno di due pedine importanti, anche se in piena consapevolezza, Andrea Butturi e Francesco Giorno, il primo infortunato ed il secondo al suo primo cartellino rosso e in lega pro e quindi squalificato. I dueavrebbero forse dato più spunto ed impensierito seriamente un’avversaria non certo imbattibile, ma anche no! Sicuramente non sarebbero cambiati alcuni equilibri tattici. Non scrivo certoper parlare di sfighe, (non ci credo) ma solo di eventi che possono condizionare chiunque in qualunque situazione. Entrare in una arena come lo storico Romeo Menti di Vicenza non è una situazione qualunque è un eccezione, è una sorpresa, è un emozione allo stato puro. Lo è stato per me che dovevo solo scattare qualche foto ricordando le imprese del giovane Paolo Rossi, diventato il Pablito nazionale Campione del mondo, come lo è stato per quasi tutte le nostre tigri. Queste sono condizioni dove non esiste allenamento ne tanto meno una preparazione psicofisica da adeguare ad un collettivo, a meno che non si indichi il vecchio suggerimento del calcio nel sedere, testa bassa e pedalare che tra le altre ipotesi potrebbe anche venire raccolto. I nodi al pettine possono essere molti come molte possono essere le soluzioni per districarli, ma non sono un parrucchiere quindi mi limito nell’eventualità a desiderare quanto meno di tirarli a qualcuno e più di uno. Primo a chi dice che sono troppo giovani e non hanno esperienza, ma poi capita che addetti ai lavori dicano a professionisti di venticinque, ventisette anni di essere troppo vecchi per la lega pro, misteri del calcio! Secondo a chi dice che serva addirittura un fuoriclasse a fine carriera, ai quali evito di rispondere se non dietro ingaggio consono alle mie competenze.Terzo a chi continua imperterrito a dare voti, non limitandosi al solo giudizio tecnico, ma si sa che alla fine è la pagella del singolo che conta quindi, anche io metto in evidenza quella singolarità che si chiama Aurora Pro Patria alla quale non ritengo utile cedere la lode oltre al meritatissimo 10 in condotta.
Roberto Blanco 

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