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Quando la squadra riesce a portare la temperatura dello “Speroni”sopra i 100 gradi, gli spalti iniziano a bollire e questo è sintomo che qualcosa di grande sta accadendo in campo. Oggi è successo questo e i più giovani si sono dapprima sorpresi di questo clima infernale e poi hanno cucinato l’Albinoleffe alla piastra.
 Quasi mille indomiti tifosi che hanno incitato undici indomiti tigrotti che hanno morso le caviglie agli avversari dal primo al novantesimo minuto più recupero per dimostrare a sé stessi e agli altri di che pasta sono fatti. Questa squadra e questi tifosi sono in sintonia. Entrambi si sentono orfani di qualcosa che forse li stimola ad essere ancor più resistenti alle intemperie quotidiane. Sono sulla stessa lunghezza d’onda, naufraghi obbligati a remare forte e tutti insieme su una scialuppa di salvataggio che parrebbe non avere speranze contro l’onda alta.
Caparbia è la lotta e orgogliosa la resistenza che meritano un premio e oggi equipaggio e marinai l’hanno avuta. Anzi, conquistata. Terrani insegue come un invasato il pallone che un impacciato Moi allunga al proprio portiere, la corsa del giovane tigrotto è quella di un puledro da addestrare, Offredi si spaventa e lo atterra. Rosso per lui, rigore per Serafini che non è uno stupido e sa che lo hanno visto in tutta Italia calciare a Pavia alla destra del portiere, per cui incrocia il tiro e fa secco il neo entrato Amadori, che non è un pollo, ma il nome del secondo portiere ospite.
Manca una vita, figuriamoci se la difesa di coccio bustocca riuscirà a resistere ai vari Momentè, Aurelio e soci.Ma la difesa ha un conto aperto con la critica dopo l’imbarcata di Pavia, il debuttante Lamorte sembra un veterano e infonde dà vita al reparto e quando uno sbadato Panizzi viene messo in castigo da mister Oliveira dopo aver combinato qualche pasticcio,  ecco Anderson che si piazza vicino a Botturi e lo stesso Lamorte riscattandosi alla grande.
Finisce con il turbante per una ferita rimediata in battaglia e questo rende ancor più scenografica la sua prestazione da vero e proprio condottiero. In mezzo al campo Cannataro è alla “canna”del gas, ma nonostante i crampi tiene duro, vicino a lui un indemoniato Candido fa vedere i sorci verdi alla difesa ospite con serpentine infuocate che bruciano regolarmente chi osa avvicinarsi. In mezzo all’attacco il “Capitano” della nave orienta la rotta, orza, stramba, vira e spala acqua dal ponte come un mozzo, dando l’esempio ai cadetti. E’ un bel vedere.
La curva grida vi vogliamo così, i distinti sono effervescenti come il bicarbonato quando salutano la squadra che fa passerella per raccogliere l’ovazione. La tribuna compostamente acclama persino mister Oliveira. Da tempo non si assisteva ad un applauso per l’allenatore. Si avverte nell’animo quel brivido forte che solo chi ha in usucapito la piastrella dello stadio può comprendere. Quella sensazione naturale che qualunque altra droga sintetica non potrà mai regalare. Un orgasmo emozionale che unisce con forza allo spirito della squadra. Eccitazione allo stato puro che fa dimenticare per un attimo le sventure vissute da questo ambiente negli ultimi anni. Un abbraccio riconoscente e anche un po’ struggente a questi ragazzi che a volte fanno persino tenerezza per il ruolo di vittime sacrificali a loro attribuito dallo svolgersi degli eventi.
La vittoria è a loro dedicata, ma siamo certi che loro la dedicheranno ai tifosi per sancire un patto forte che vive sullo stesso slogan di qualche anno fa.“Noi contro tutti” fu il grido di battaglia della Pro Patria di Cusatis per vincere le perplessità della piazza, ora lo stesso grido si alza dallo Speroni, ma stavolta  unisce quello che prima di era voluto dividere. La gente è con i ragazzi e oggi se ne è avuta la dimostrazione.La Pro Patria è viva, i suoi tifosi pure. Chi non c’era si è perso qualcosa di bello. Chi non poteva per impegni è giustificato, tutti gli altri no. Ora serve completare l’opera, riportiamo a casa Calzi che in questa squadra da battaglia troverebbe il suo ambiente naturale, un difensore centrale di esperienza e un portiere che possa far da chioccia ai giovani. Poi, nulla sarà impossibile.
Brava Pro Patria!

 

Flavio Vergani

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