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 Che tristezza vedere il “Menti”di Vicenza vuoto in ordine di posti. Una cattedrale nel deserto. Che tristezza vedere una partita camomilla con ritmi da allenamento dopolavoristico che viene persa per due a zero contro un Real Vicenza che di “real”non ha proprio niente. Che tristezza assistere al lento declino della Pro Patria voluto da chi non riesce a vendere con la collaborazione di chi non riesce a comperare. Pro Patria senza Candido infortunatosi poco prima dell’inizio del match, senza Giorno squalificato, senza D’Errico arrivato a Busto infortunato al pari dei lungodegenti Bovi e Arati dei quali si sono perse le tracce. Mister Oliveira si affida al blocco monzese con Anderson disastroso nelle retrovie  saltato con facilità  dalle punte avversarie,  Ulizio in mezzo al campo fa presenza, quando ha la palla e la serve indietro o in orizzonatale  a volte ci azzecca, i lanci sono invece un pianto greco con una percentuale di errore pari al 100%.  In quella posizione se non si riesce a impostare il gioco almeno si spezzi quello avversario, m a non fare entrambi le fasi diventa un problema per tutti e occorrono interventi immediati. Terrani è sterile in avanti e certamente non fa paura alla difesa locale, la sua intesa con Serafini è praticamente inesistente e il giovane si nota solo quando tenta l’uno contro uno. Perilli ancora una volta insicuro nelle uscite e m ai determinante con due reti subite in modo identico, palla sotto le braccia con interventi davvero goffi, fortuna che in una occasione l’assistente dell’arbitro lo grazia con una segnalazione di fuorigioco. Così non si va lontano. Non è possibile incassare sette reti in due trasferte e non è possibile pensare che questa squadra non abbia bisogno di rinforzi. Ovviamente occorre anche fare chiarezza a livello societario dove regna il silenzio. Si continua a vociferare a riguardo di quelli che dovrebbero entrare, la domanda è sempre la stessa : quando? La gestione sportiva sembra di fatto già in mano a rappresentanti di questo gruppo che sembrerebbe dispongano di una delega da parte di Vavassori per gestire l’aspetto tecnico. Probabilmente il budget disponibile è pari ai contributi federali in modo da avere un campionato a costo zero, o addirittura con profitto nel caso qualche giovane origini plusvalenza. Investimenti cache sono rimandati a quando la società avrà un proprietario conclamato, per intanto si va avanti con una supplenza. Una multiproprietà senza padrone ci verrebbe da dire. Pro Patria, Reggiana e Monza si intrecciano  continuamente con convergenze parallele che coinvolgono giocatori, dirigenti e  direttori sportivi che nonostante facciano di tutto per dissimulare la realtà anche loro spesso devono arrendersi di fronte all’evidenza. Il direttore Antonelli fa il ministro senza portafoglio e vive la sua dimensione di uomo tuttofare senza  poter operare senza confrontarsi con un riferimento che però non esiste. Il patron uscente non si sente parte in causa in quanto dimissionario, gli entranti nemmeno. Intanto la Pro Patria perde e non solo in campo. Grazie per i due campionati vinti, ma questo è il secondo  consecutivo da pianto greco che si sommano ai primi due annullandone i benefici ottenuti.

Flavio Vergani

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