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La Pro Patria esce sconfitta per due reti a zero dal Druso di Bolzano rispettando la tradizione che la vuole sconfitta con le squadre avversarie allenate da Rastelli. Pro Patria inguardabile sia esteticamente, sia tecnicamente.
Esteticamente per quei calzettoni rossi che niente ci"azzeccano"con i nostri colori sociali che sembrano prestati dai locali. Lo scorso anno una dimenticanza dello staff bustocco ci costrinse a giocare con i pantaloncini del Venezia, oggi ci viene il dubbio che sia risuccesso.
Tecnicamente per una gara a tratti imbarazzante per l'undici di Oliveira che mai ha visto nemmeno l'ombra della porta avversaria. Tre trasferte, tre sconfitte, nove goal subiti, sono numeri che parlano da soli.
Le colpe? Certamente non dei ragazzi, loro fanno quello che possono, ma in primo luogo di patron Vavassori che per il secondo anno consecutivo ha infarcito la squadra di giovani per incassare i copiosi contributi della Lega,  fregandosene altamente dei risultati sul campo. Lo scorso anno la giustificazione era che "tanto non si retrocede", quest'anno "che tanto non è più affar mio", risultato sempre lo stesso: il fondo della classifica.
Vincere due campionati di fila peraltro con la struttura tecnica avuta in eredità dai Tesoro (Polverini, Bruccini, Calzi; Serafini, lo stesso Cozzolino mandato a Busto da Antonio Tesoro ai tempi del Como)per poi depotenziare la squadra progressivamente negli anni vendendo i giocatori di categoria a favore dei giovani è stata operazione fruttuosa a livello finanziario per la sua gestione, ma che ha lasciato una eredità tecnica del tutto inadeguata alla categoria. Ci chiediamo se i campionati li abbia vinti lui o noi.
Seconda colpa e non sappiamo bene se attribuirla a Oliveira o a qualcuno di diverso. Vorremmo sapere il motivo per cui il centrocampo bustocco non può fare a meno di Ulizio dopo che in tutte le gare ha sempre collezionato insufficienze (vedi media voti del nostro Andrea Scalvi sul Tigrottino della scorsa domenica). Visto che in questo ruolo si è detto di no al ritorno di Calzi, vorremmo sapere il motivo della scelta, visti i risultati sotto gli occhi di tutti. Ê una precisa scelta dell'allenatore, oppure ci sono altre logiche che spiegano questa insistenza che pare obbligatoria? Non ci si venga a dire che in quel ruolo non ci sono alternative o soluzioni tattiche differenti. Qualsiasi esperimento sarebbe giustificato visto i risultati finori ottenuti.
Non che il suo compagno di reparto abbia brillato, questo Giorno sta perdendo un' occasione irripetibile. Lo scorso anno sembrava ci fosse una forma di ostracismo da parte di mister Colombo che lo penalizzava, quest' anno gli sono state date le chiavi del centrocampo, ma lui continua a giocare in punta di piedi con lanci imprecisi e poca sostanza.
Con un centrocampo del genere non si va lontano. Abbiamo visto una partita ricca di lanci in avanti sperando in un miracolo delle punte, poco gioco e tanto disordine tecnico tattico. Per non parlare del portiere Perilli che in occasione del secondo goal ha confermato tutti i dubbi espressi su di lui nelle partite precedenti.
Fortunatamente in questo ruolo è arrivato un sostituto, per ora non lo chiamiamo ancora rinforzo visto che non conosciamo il nuovo arrivato, ma almeno c'è speranza.
Non male l'esordio dell' esterno Graham che potrà dare una mano fin dalla gara con il Mantova vista l'evitabile espulsione rimediata da Guglielmotti, che si è fatto espellere per un fallo di frustrazione.
Imbarazzante telecronaca del commentatore di Sportube che ha confuso per novanta minuti Zaro con Anderson e chiamato per circa mezz'ora Arini il nostro Arati. Ci chiediamo se leggere una distinta ufficiale sia impresa così difficile, visto che anche nelle precedenti gare abbiamo assistito a errori del genere, come per esempio quel tale che al posto di dire Giorno pronunciava Giorgio.
Mio nonno avrebbe detto: " O Signur, a ghe chi una cà da ratt!"
Flavio Vergani

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