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Il "Merlino" per anni uomo tuttofare della società Pro Patria

 Basta guardarlo per capire che qualcosa non va. C’è tristezza sul suo volto, incredulità e una grande amarezza per aver perso quello che per trentaquattro anni lo ha tenuto vivo. Nonostante voglia convincersi che non è successo niente, la voce lo tradisce con quel tremore che fa percepire una malinconica emozione per quel che non c’è più. Si percepisce in tutta la sua intensità il dramma che sta vivendo quest’uomo, innamorato di Pro Patria.

Il “Merlino” vuole sfogarsi, quasi per liberarsi di un peso che lo zavorra, lui che ha sempre amato volare in quel cielo bianco e blù che è stata la sua casa naturale.

Cosa è successo “Merlino”, perché non ti vediamo più al campo?

Seguo la Pro Patria dal 1953 come tifoso, mentre come collaboratore per i servizi generali della Pro Patria dal 1980, ma tre settimane fa è successo qualcosa che mi ha profondamente amareggiato. Qualche giorno prima della partenza per il ritiro mi ha chiamato l’agronomo Vigoni chiedendomi di sistemare il campo in vista della nuova stagione. Per far questo occorreva acquistare del materiale per cui ho chiesto a Fiorenzo Riva, amministratore delegato del club, il permesso per effettuare questo acquisto. Il giorno dopo lo stesso Fiorenzo Riva si reca da Vavassori inoltrando la richiesta. Di lì a poco vengo convocato in segreteria da Cristian Moroni che con estremo imbarazzo mi comunica che la società ha deciso di non avvalersi più della mia collaborazione. Mi è stato riferito che patron Vavassori in persona ha deciso in tale direzione per una riorganizzazione della struttura dei collaboratori. Sono rimasto allibito, dopo trentaquattro anni vengo messo alla porta senza un grazie e senza che mi possa capacitare del reale motivo. Ho il dubbio che il sottoscritto sia indesiderato ad altre persone presenti in società un po’ troppo “accondiscendenti” con la proprietà (n.d.r : il termine che usa Merlino è un altro, ve lo lasciamo immaginare) che hanno remato contro di me. Spero che il patron possa togliermi questo dubbio personalmente, così da farmene una ragione. Al momento mi è stato detto che è stata una scelta presa dal solo Vavassori  per cui non punto il dito contro nessuno, anche se il dubbio mi rimane. Frequento ancora lo stadio perché sia Pippo Antonelli, sia i ragazzi della squadra, mi vogliono bene, per cui non li abbandono. Spero di rientrare al mio posto con la nuova dirigenza, mi farebbe un grande regalo. Voglio precisare che, visto il cattivo momento societario e le relative difficoltà economiche, pagherò sempre il mio biglietto come qualsiasi spettatore. Non vorrei che eventuali accrediti societari nei mie confronti possano incidere sul bilancio societario, visto che ultimamente sono stato testimone di richieste di risparmio estese anche alle piccole cifre. Spese di qualche centinaia di euro mensili sono state negate riferendosi alla “spending review” imposta da Vavassori. Davvero incredibile e in taluni casi ingiustificabile visto che queste rinunce hanno privato la società di servizi ad alto valore aggiunto come esperienza e professionalità. Insomma, per risparmiare qualche euro si è scelto di non avere la consueta qualità rinunciando a fornitori storici apparentemente senza motivo valido. Sono senza parole, amareggiato e deluso, vi ringrazio per avermi dato modo di sfogarmi, mi sono tolto un peso dallo stomaco e questo spero mi aiuti a riprendermi dalla delusione che mi ha procurato la scelta di patron Vavassori o chi per lui. Ci terrei a firmare di persona questo articolo".

Il "Merlino"

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