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Svelato il mistero: Botturi e Arati sono rimasti in tribuna per non aver accettato di ridursi l’ingaggio pattuito con la Reggiana nel caso del centrocampista e con la Pro Patria nel caso del difensore.
Ingaggi del tutto allineati con la media della categoria, non certamente cifre da capogiro.
Ora, delle due l’una: o i nuovi proprietari ritengono questi due giocatori (ma altri presto potrebbero ricevere le stesse richieste) non sono all’altezza per gli obiettivi futuri, oppure la liquidità è talmente ridotta da non essere in grado di garantire ingaggi da Lega Pro.
Ci stupisce molto il comportamento di patron Vavassori, altri pretendenti alla carica di presidente del club sono stati messi alla porta in men che non si dica per mancanza di garanzie. Cosa giusta, sia chiaro in quanto il patron per primo non ama perdere tempo, ma quello che non si comprende è il motivo per il quale a questo  ghost group si permetta di analizzare i conti societari, di agire nella gestione tecnica, di fare, disfare e brigare, senza che al patron siano state date garanzie che possano lecitamente far sperare che rileveranno la Pro Patria e avranno i mezzi per sostenerla.
 Vavassori stesso ha dichiarato che il 15 ottobre ci sarà un debrief su quanto finora realizzato dai nuovi e si prenderà la decisione finale. Può un gruppo che ancora non ha la proprietà della squadra proporre riduzioni di stipendio ai tesserati?
Come è ammissibile che una squadra affronti lo scontro salvezza senza due giocatori determinanti inficiando il valore tecnico sceso in campo per cause concomitanti ad azioni intraprese da chi ancora non ha in mano la proprietà della squadra? È regolare tutto questo? È normale autoindebolirci per punire chi pur avendo un regolare contratto viene escluso dalla rosa? E vogliamo parlare delle “dimissioni”di Colleoni? Vogliamo parlare della rinuncia a Calzi? Vogliamo parlare dell’arrivo di giocatori che non sembra abbiano l caratteristiche per rinforzare la squadra tutti con passato in identiche squadre?
No patron,  ci spiace ma non ci sono giustificazioni che tengano questa volta. Forse l’unica è la possibilità che esista una alternativa forte, fortissima che meriti di essere esplorata. Diversamente non avremmo parole per commentare una strategia che vista da qui fa solo il male della Pro Patria.

Flavio Vergani

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