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Undici goals fatti.:tanti. Diciotto  reti subiti: tantissimi.
Occorre riflettere e non solo dire che la coperta è corta. Due esterni con forti qualità offensive (Candido e D'Errico), due punte pure(Serafini e Baclet) a fronte di un centrocampo senza incontristi e una difesa con centrali facilmente perforabili e un terzino (Guglielmotti) con predisposizione alla fase offensiva.
I numeri non sbagliano e parlano chiaro. Si segna molto, ma si incassa troppo.
Occorrono rinforzi, questo è indubbio. Un centrale difensivo d'esperienza che diriga la difesa e la tranquillizzi, un incontrista puro.
 Ma, occorre anche capire se quanto ottenuto finora è il massimo che questa squadra poteva ottenere.
In vantaggio di tre reti era ancora necessario tenere in campo tutta la potenza di fuoco? Oppure meglio scegliere uno tra Serafini e Baclet, uno tra Candido e D'Errico e serrare le fila con un bel 5-4-1 modello fortino? Che senso ha avuto la posizione di D'Errico che spesso è stato obbligato a interpretare il ruolo di esterno di difesa?
Se si conoscono la condizioni fisiche della propria squadra e si sa che l'autonomia è di circa trenta minuti, occorre trarne le debite conseguenze. I primi minuti del secondo tempo di ieri sono stati un suicidio tattico. È ormai da troppe domeniche che la Pro Patria nel secondo tempo non vede la porta. Questo non dipende dalla qualità della rosa, visto che nel primo tempo spesso si vendemmia. Domanda: la preparazione fisica segue tabelle ottimali? Come mai non sembra migliorare nel tempo? A cosa è dovuta questa ridotta autonomia?
Forse, e ripetiamo forse, perché il calcio non ha la controprova, se a Pavia ci si fosse accontentati del pareggio, se con il Mantova si evitava di spostare Taino e se ieri si fosse coperta la squadra, qualcosa in più sarebbe arrivato.
Mister Oliveira fa benissimo a invocare rinforzi, ma riteniamo non sia del tutto corretto una volta affermare che i propri giocatori non lo ascoltano, un 'altra volta che la società non risponde e un'altra volta ancora che non ha cambi all'altezza. In situazioni del genere occorre mettersi in gioco in prima persona e questo francamente non lo abbiamo ancora sentito.
Ci sono molti alibi, questo è chiaro, ma attenti a non spiegare sempre e tutto con tali giustificazioni, diventando miopi sulle proprie responsabilità.
Patron Vavassori ha colpe chiare per aver delegato la gestione sportiva a chissà chi, fregandosene altamente della "sua" cara Pro Patria, i nuovi hanno la colpa di non esserci quando servirebbe, la coppia di direttori sportivi non sa e non dice rifugiandosi nell'ovvio, chi ha gestito la campagna acquisti si preoccupa di abbassare gli stipendi piuttosto che correre ai ripari per portare a Busto quel che manca. Queste colpe sono ben chiare a tutti. Ma attenzione a speculare sulla situazione pensando di essere sempre nella ragione e trovando sempre e comunque la colpa negli altri.
Essere in vantaggio di tre reti e perdere la partita merita sempre e comunque una riflessione. Al di là delle colpe degli altri.

Flavio Vergani

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