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La Pro Patria incassa la quarta sconfitta esterna, incassa il tredicesimo goal in trasferta e nonostante sia stata in vantaggio per tre reti a zero(doppietta di D'Errico e Serafini)si fa rimontare dal Como che spegne gli entusiasmi dei tigrotti.
Inutile commentare quel che si sa da sempre. Questa squadra gioca per un tempo solo, nella ripresa in campo si aggirano undici fantasmi. E qui occorre ringraziare chi dopo aver tardato a versare la fidejussione ha mandato i giocatori in ritiro con ritardo clamoroso.
Questa squadra ha una difesa impresentabile in Lega Pro con difensori  regolarmente  puntati e saltati dagli avversari. Il solo Guglielmotti ha dato prova di essere giocatore di categoria, con Lamorte ovviamente.
 In questo caso il  ringraziamento va a chi si permette di mettere in tribuna giocatori che seppur non fenomenali hanno qualche gara da professionista in più nelle gambe. Logico che costino qualche decina di euro in più di quelli che giocano. La qualità ha un prezzo, diversamente si incassano soldi, ma anche goals.
I numeri parlano chiaro: la Pro Patria ha la difesa peggiore del girone e oggi nel secondo tempo la squadra ha imbarcato acqua ad ogni attacco lariano che ha trovato la rete con facilità disarmante.
A centrocampo manca almeno un giocatore di rottura, oltre a uno di qualità che possa dare una mano a Bovi nell'impostazione della manovra.
Ma, ecco che quel poco o tanto che si ha a disposizione, ossia Arati, viene volontariamente sacrificato per risparmiare qualche decina di euro, esponendo la squadra ad una figura ridicola. Complimenti vivissimi a chi permette che accadano queste cose.
L'attacco è il pezzo forte della squadra, fa il suo dovere con D'Errico scatenato. Peccato che Baclet sia incorso in quella reazione evitabilissima che ha creato un debole alibi per la sconfitta.
Mister Oliveira ci sembra in confusione totale, dopo il discutibile cambio di sabato scorso(Panizzi)anche oggi non ci sembra abbia letto la partita con lucidità. Sulla fascia sinistra nel secondo tempo i giocatori lariani scorazzavano a  loro piacimento, occorreva intervenire con tempismo. Non a danno compiuto.
L'alibi di avere una rosa corta non può giustificare sempre e comunque errori di interpretazione che si ripetono ormai da qualche domenica. Potremo anche sbagliarci, ma aver tolto lui una spalla come Colleoni, da sempre abile stratega tattico, ha fatto venire meno una consulenza qualificata che nelle precedenti gare era parsa molto marcata. Ma, forse, capire troppo di calcio in questa realtà è un difetto e non un pregio e allora meglio farne a meno senza troppi rimpianti.
Ci chiediamo anche se i metodi di allenamento siano ottimali visto che la squadra ha una resistenza di soli 45 minuti. Non siamo più alle prima giornate di campionato, quando la squadra troverà un rendimento accettabile a livello fisico? Nel girone di ritorno?
Un punto in tre partite, questo è il bilancio di questa squadra che "qualcuno" ha costruito con la delega di patron Vavassori pensando di fare le nozze con i fichi secchi.
Adesso le speranze sono rivolte all'arrivo dei "nuovi" che vengono annunciati alle porte della sede della società.
Nuovi che se aspettano ancora un po' ad arrivare rischiano di diventare vecchi prima del tempo.
Nuovi chiamati subito ad operare sul mercato per dare un volto a questa squadra del tutto inadatta alla categoria, anche se non si capisce il motivo per il quale seppur da dietro le quinte abbiano permesso che accadesse tutto questo.
Disfare per poi fare sarebbe un suicidio, se invece il suicidio è programmato e questo è solo l'inizio occorre dirlo forte e chiaro. Ma, occorre anche dire forte e chiaro chi lo ha chiesto, chi lo ha voluto e chi lo ha realizzato. Troppo comodo rifugiarsi in un silenzioso esilio e far percepire di non centrare più niente, seppur con ancora in mano la proprietà della società
Flavio Vergani

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