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Riportiamo uno stralcio di un lungo articolo firmato da Nicolò Schira  pubblicatio sul portale www.tuttolegapro.com 
Ognuno legga e si chieda se crede o meno alle favole, ognuno si chieda se riconosce situazioni reali vicine o lontane a squadre a lui note e, infine, ognuno si chieda se questa favola potrebbe a suo avviso tramutarsi in realtà. O forse si è già trasformata e si sta solo attendendo il finale?

(tratto da: LA CREMONESE E UN SOGNO CHIAMATO BRAIDA. W CASSANO E VACCA: QUANDO LE INTERVISTE NON SONO BANALI. QUEL DIRETTORE CHE LAVORA PER DUE CLUB di Di Nicolò Schira-www.tuttolegapro.com)
..............Come tutte le favole che si rispettino non possiamo esimerci dall'iniziare con il più classico dei c'era una volta. C'era una volta appunto un direttore che lavorava contemporaneamente per due squadre. Arrivato da qualche anno nel mondo del calcio dall'isola che non c'è, si era prima fatto conoscere al Nord Italia per poi allargare i propri orizzonti. Il fallimento del club in cui lavorava l'aveva condotto in riva al mare, dove in due anni era riuscito prima a brillare e poi a steccare. Fallimenti sul campo e dietro la scrivania. Il nostro direttore era, però, dotato - come ogni eroe che si rispetti - di superpoteri. Il suo era un quaderno magico, grazie al quale poteva trovare calciatori gratis. La maggioranza dei quali addirittura disposti a pagare di tasca loro, pur di essere tesserati nelle sue squadre. Incredibile ma vero. Forte di queste doti ammaliatrici il superdirector tornava nei mesi scorsi al Nord della penisola, dove iniziava a lavorare per uno dei club più gloriosi della categoria. Le formazioni del Settore Giovanile venivano così riempite di ragazzini muniti di valigetta. Per la gioia dei loro munifici papà. In Prima Squadra grandi colpi e contratti da mille e una notte. Biennali e triennali a tutto spiano. Tutti i principali talenti sul mercato facevano così a gara per essere ingaggiati, questa volta senza pagare. E i "poveri" talenti segnati sulla sua agendina? Un peccato dilapidare il patrimonio di costoro e la loro "voglia" di giocare. Così il dirigente decide di mettere gli occhi su un club della stessa zona, che vive un momento societario non facile. Il presidente l'ha messo in vendita e non appare intenzionato ad effettuare grossi investimenti. Gli acquirenti non affondano il colpo e la fidejussione arriva last-minute. Così il nostro eroe offre le proprie consulenze e capacità e da vero pater familias porta amici, parenti, alcuni suoi ex allievi ed esuberi del nuovo team per completare l'organico di tale compagine, rimpinguandone al contempo anche le casse. Col trascorrere delle settimane qualcosa, però, dev'essere andato storto al protagonista del nostro racconto. Da uomo-copertina lodato per la bontà degli acquisti effettuati, tanto da vantarsene, tronfio, nelle riunioni con gli altri colleghi e in alcune occasioni pubbliche, si ritrovava nell'occhio del ciclone. La cassa vuota e i calciatori non pagati sul piede di guerra. Mi chiamo Wolf e risolvo problemi deve aver pensato, sotto gli effetti di qualche pellicola di Quentin Tarantino, il protagonista della nostra storia virtuale. Dichiarazioni livorose e farneticanti per negare l'evidenza e minacce nei confronti di coloro che smascheravano, umilmente, le problematiche e le incongruenze del caso. Metodi da far-west che mal si conciliano con la laboriosità del suo popolo. Qualcosa dev'essere andato storto nel nuovo progetto del nostro eroe, che ora procaccia - come un leone nella savana - possibili "vittime" per aggiustare i propri forzieri rimasti - ahilui - senza cimeli all'interno. Non tutte le favole hanno un lieto fine e per l'ennesima volta l'epilogo a giugno potrebbe essere doloroso per i club in cui sta operando. A meno che dall'agendina magica non spunti qualche nuovo benefattore-filantropo che pur di veder scendere in campo il proprio pargolo stacchi assegni a più zeri. In modo da garantire la semi-sopravvivenza della squadra. Altrimenti c'è sempre la possibilità, sguazzando in più situazioni, di vestire i panni divinatori del veggente, indovinando in anticipo i risultati di qualche partita. Si sa, i prestigiatori guadagnano bene. Mago Merlino docet. Chissà se la realtà possa superare davvero la nostra fantasia...
* ogni riferimento a nomi, persone o cose realmente accadute è puramente casuale. Se qualcuno dovesse riconoscersi in questo racconto, dovrebbe domandarsi il perchè

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