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Continua a regnare l'incertezza in casa bustocca dove le decisioni vengono prese da una sorta di Innominato di manzoniana memoria che da tempo sembra avere l'ultima parola, senza aver mai presentato il suo volto e il suo nome ai tifosi.
Oggi,  intorno alle ore13 sembrava che il matrimonio con Arati e Botturi non "s'aveva da fare" con mister Oliveira che ancora una volta chinava la testa("devo seguire le direttive societarie") rinunciando ai due calciatori.
Qualche ora dopo le prime convocazioni ecco la sorpresona con le stesse che vengono miracolosamente rettificate con l'inserimento di Arati e Botturi. Probabilmente una telefonata dal quartier generale ha sbloccato la situazione. Domenica scorsa i "bravi" giornalisti, o meglio, i giornalisti "bravi" avevano alzato la voce e messo Oliveira di fronte alle proprie responsabilità.
Lui dava l'impressione di condividere l'appoggio della stampa, ma evidentemente solo a parole.
Quella di oggi è una soluzione "taia e medega" come direbbero i nostri vecchi utile per ovattare l'ambiente e salvare le apparenze in caso di sconfitta a Lumezzane,  costruendosi un alibi di ferro.
Non ci piace quando mister Oliveira parla di decisioni societarie senza citare la fonte. Chi gli dice di non schierare i due giocatori? Chi è il suo referente? L'altra domenica diceva che sentiva poco l'appoggio della stampa, crediamo  occorra meritarselo con la trasparenza e la coerenza tra quello che si pensa e quello che si fa. Tenere il piede in due scarpe non è conveniente per lui, questo è lampante. Molto meglio tenerlo in una sola, quella della società per garantirsi il posto, ma poi non si cerchi solidarietà da chi queste situazioni non le condivide per niente e ha solo da perderci nell'accettarle.
Flavio Vergani

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