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Le molte domande senza risposta, o forse con mille risposte, di un calcio che non è più quello di una volta.
Siamo i vecchietti dello Speroni, i non digital nativi, colpiti e affondati da troppe novità che qualcuno ci sta proponendo, spacciandole per quello che non sono.
One man show? No, la corte dei miracoli è fitta di estimatori che applaudono, sottoscrivono, incoraggiano , votano e sostengono. Una claque interessata che si finge entusiasmata dai giochi di prestigio che stanno devastando il calcio di Lega Pro  in nome del dio denaro.
Siamo i vecchietti colpiti e affondati dalla tessera del tifoso che diventa supporter card per darsi un’aria da Champion League, dalla Daspo che, come dice un tifoso della vecchia guardia, ci stiamo dando da soli allontanandoci progressivamente e volontariamente dallo Speroni per cessata resistenza. Proprio quello che vogliono lassù.
Disorientati dagli orari di inizio gara che sono un insulto alla tifoseria privata dello spettacolo domenicale per riempire le tasche di presidenti che,prima reclamano per aver speso  milionate e milionate per tenere vive le proprie società, e un attimo dopo corrono a spenderne altrettante in altre società, senza un attimo di tregua. Che strana dipendenza.
Vecchietti disgustati dalle regole  che impongono minutaggi dei giovani, non perché interessino i giovani, ma quello che producono in termini finanziari.
Provate a chiedere, come abbiamo fatto noi , alla Lega Pro a quanto ammontano i contributi federali per i giovani e sentite la risposta che vi daranno: “dato coperto da privacy”. Santo cielo non sono soldi rubati, non è un dato sensibile, perché non ce lo dite? Almeno diteci il budget totale da dividere tra le società virtuose, macchè, nemmeno quello.
Poche centinaia di migliaia di euro dice qualcuno, ma mio “cuggino”che conosce il padre di un suo amico che fa il presidente dice diversamente e non si sa a chi credere.
Regole che impongono la formazione ai poveri allenatori che devono prima far quadrare la media e poi decidere la formazione. I cambi? Prima di leggere il ruolo occorre leggere la data di nascita. Meglio perdere la partita rispettando la media età che vincerla inserendo qualche vecchio bacucco che è solo un costo.
Giovani come vuoti a perdere, appena scade la carta di identità il prego si accomodi  nei dilettanti è scontato. Costano il minimo federale e a volte anche meno, corrono forte perché inseguono il loro sogno e sono disposti a tutto pur di non perdere l’occasione.
Uno su mille ce la fa, gli altri novecentonovantanove dopo aver fatto staccare la cedola alla società conoscono la dura legge di questo calcio.
Tra questi novecentonovantanove molti hanno in spalla lo zainetto con i soldi di papà che sponsorizzano il figlioccio pur di  sentirlo nominare dallo speaker.
Non il nome sulle spalle ma sul petto,  c’è una bella differenza, ma dove non arriva il talento arrivano i talenti.
Chi sa denunci gridano dal colle sapendo perfettamente di correre rischi prossimi allo zero. Basterebbe, adesso che con lo streaming  le gare le possono vedere tutti, chiedersi il motivo per cui giocano “clamorose pippe” che anni fa, quando noi vecchietti eravamo giovani, non sarebbero nemmeno entrate in campo a fare i raccattapalle.
Oppure dobbiamo pensare che le mille riforme abbiano abbassato il livello medio della serie C, sorry delle Lega Pro unica,  a questo pietoso livello? Che ne dite riformatori della domenica alle 12,30?
I vecchietti sono in confusione totale ma lottano come tigrotti per non soccombere alle trovate del coscritto Macalli.
Pensate che persino il Danilo Castiglioni ha comperato il “tablet” alla Iper di Solbiate per vedere la Pro Patria e adesso filosofeggia distinguendo “Android” da “Apple”, schermo retina da schermo a bassa definizione, connessione 3g da 4 g. Il Bacchi invece continua a dire che “il punto g” è un’altra cosa che conosce da sempre e non lo cambia certamente con un tablet.
Il presidente Centenaro invece è stato costretto a rispondere alle mail e agli sms seppur con malcelato disgusto, ma non arretra di un centimetro per non cedere alla guerra dei digital nativi.
 Il Gianninetto legge il Tigrottino in “virtual edition” pubblicata sul sito, mentre il Giovanni Pellegatta è diventato esperto nel rinnovo degli account dei siti proprietari.
Una rivoluzione macalliana di enorme vastità, una obbligata evoluzione della specie che setaccia la tifoseria  con lo scopo di eliminarne la frazione meno dinamica.
Non hai internet, non ha il wireless, non hai la tessera del tifoso, non sei elastico con gli orari, non accetti squadre con pippe giovani o giovani pippe, non ti piacciono campionati senza retrocessioni, non hai l’ombrello senza punta in metallo, ti innervosiscono i tornelli, i diritti di prevendita sui biglietti in vendita, le normali anomalie che spostano bilici di giocatori e dirigenti da una città all’altra? Vuole dire che sei vecchio, non servi più, sei ossidato dalle tue certezze, fuori moda, inquinato dalla tue odiose abitudini, prigioniero delle tue obsolete convinzioni.
Ti devi fare da parte, sei un costo e di te possiamo fare a meno. Togliti di torno e se proprio ci tieni vai al bar a vedere la partita.
Non conti un "tubo", oggi conta solo Sport tube!
Flavio Vergani
 

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