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Nessuno comanda a casa sua

Nel nostro mondo del calcio può succedere anche di questo. Non so se quanto sto per scrivere è la pura e semplice verità ma sono certo che ci si avvicina. Pietro Vavassori è di fatto ancora il proprietario della Pro Patria ma la società la comandano, in termini gestionali e di scelti, dei futuri e per il momento sconosciuti, acquirenti che, però, non hanno messo fuori nemmeno un euro. O per lo meno non sono ancora arrivati a dama. Vavassori lascia fare perché il suo cuore, è evidente, è ormai proiettato verso la Reggiana.
Alessandro Barilli è nelle stesse condizioni. E’ ancora proprietario della Reggiana detenendo l’84% delle quota ma di fatto la campagna acquisti, le scelte tecniche e strategiche sono di uomini che fanno riferimento a Vavassori. Non sto parlando solo di giocatori ma di tutto lo staff organizzativo. Una situazione che Barilli ha accettato perché confida nell’arrivo a Reggio di un azionista forte come Vavassori.
Ma è un gatto che si mortde la coda: Vavassori non può cedere la Pro Patria e così non può arrivare a Reggio, Barilli non può disimpegnarsi fino a quando Vavassori non ha venduto la sua società. sono le stranezze del calcio.
Come andrà a finire? Nessuno lo può dire con certezza. Vavassori potrebbe rimanere, di facciata, a Busto e interagire con la Reggiana oppure Barilli potrebbe stancarsi e vendere le sue quote ad altri. La cosa più semplice è la cessione della Pro Patria a un altro gruppo e forse Barilli si sta impegnando per questo.

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