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Potremmo evitare di scrivere questo articolo. Basterebbe un copia e incolla dei precedenti. Le variabili sono diventate costanti:  Pro Patria in vantaggio per ben due volte con il goal di Candido e l'autorete di un difensore locale che si fa raggiungere dagli avversari.  Difesa di burro, centrocampo senza filtro e attacco sopra le righe a parte Serafini da troppo tempo non sui suoi soliti standard. Questa volta, per fortuna, è cambiato il risultato finale e dopo le umiliazioni di Pavia, Como, Vicenza e Bolzano  è arrivato il primo punto della stagione in trasferta. Troppo poco! Il Lumezzane è stato  davvero poca cosa e aver concesso ai bresciani due reti è stato un vero e proprio delitto. Anzi un suicidio.
Le assenze di Baclet, Lamorte e D'Errico hanno indubbiamente pesato ma crediamo che il tempo delle giustificazioni sia ampiamente terminato.
Da troppo tempo non cambia niente in campo e fuori. I ritornelli sono sempre i soliti: i ragazzi danno il massimo ma devono migliorare, i nuovi non arrivano e Vavassori pensa a Reggio Emilia.
Intanto, c'è chi nell'ombra seppur senza fidejussione ha il privilegio di gestire la baracca.
Anche questo è cosa nota, per cui inutile perdere tempo nello scriverlo nuovamente.
Rimaniamo in attesa di novità anche se nessuno crede più a niente. La credibilità di tutti, nessuno escluso, è ormai ai minimi termini. Stima zero per tutti, nessuno escluso e diffuso senso di nausea della tifoseria per questa situazione in bilico tra l'allucinante e il ridicolo.
I tifosi come sempre fanno la loro parte, in attesa che altri la facciano, ma il dubbio che sia vana speranza è del tutto concreto.
Flavio Vergani

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