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Sappia Mario Macalli, presidente della Lega Pro, che anche oggi la Pro Patria non ha schierato la miglior formazione, privandosi volontariamente di due giocatori importanti dell'organico biancoblù regolarmente sotto contratto: Arati e Botturi, tra i pochi ad avere decine e decine di presenze in campionati professionistici. Il motivo lo può chiedere direttamente all'amico Vavassori che sembra avere fatto l'affare della sua vita affittando la gestione sportiva a non identificati esperti del settore, attenti più al proprio portafoglio che a costruire una squadra affidabile. Un affare per entrambi a quanto sembra, per il patron che ha incassato una cospicua rata di affitto e per i fantasmi brianzoli che fanno e disfano nell'ombra con movimenti di mercato del tutto discutibili. La solita normale anomalia con la quale il patron in  modo sbrigativo liquidò la sua vendita all'ingrosso alla Reggiana dei nostri giocatori.
Fatta questa doverosa premessa, prima che il presidente di Lega possa dire che non gli era stato detto, passiamo alla partita.
Un "bitter amaro"l'aperitivo offerto allo Speroni all'ora di pranzo. Partita modesta sotto tutti i punti di vista. L'arbitro ci ha messo del suo fin dall'inizio e anche i ciechi hanno visto che la sua persecuzione nei confronti di D'Errico lo avrebbe portato al cartellino rosso e cos' è avvenuto, ma la qualità del direttore di gara è stata proporzionale a quella dei ventidue in campo.
Troppi espulsi in casa Pro Patria, Ulizio, Baclet, D'Errico gli ultimi di una lunga lista, occorre un diverso atteggiamento. Già la Pro Patria non è irresistibile in undici contro undici, figuriamoci in inferiorità numerica.
Oggi è andata bene che i gorgonzolesi non hanno approfittato sbagliando l'incredibile, soprattutto con il centravanti Ricino che ha evitato di somministrare ai tigrotti l'olio dall'amaro sapore.
In tribuna era presente Calzi che ha confermato che sarebbe venuto a Busto al minimo di stipendio pur di rivestire la maglia tigrotta, ma qualcuno gli ha detto no. Evidentemente il progetto di indebolire il centrocampo rinunciando a Arati e Calzi avrà il suo perché. Per ora lo intuiamo, sperando di sbagliarci. Chiaro è che due indizi fanno una prova e le fette di salame sugli occhi non le abbiamo. Siamo esperti in vin brulé e salamini alla griglia, per cui sfidarci su questo campo è impresa molto difficile. Per ora osserviamo con attenzione l'evolversi della situazione, sperando di sbagliarci.
Per il resto nulla da segnalare, inutile insistere su concetti ormai detti e stradetti. Difesa non adatta per la categoria, centrocampo inesistete ad esclusione di Bovi, attacco che oggi  ha dovuto fare gli straordinari per rinforzare il fortino. Unico appunto a D'Errico, scende in campo con dolori post stiramento, lo fa per il bene della Pro e qui gli diciamo bravo, ma quando il dolore si fa intenso meglio la sostituzione che inutili rassicurazioni al mister. Il palo colpito dagli ospiti è conseguente ad un suo mancato ripiegamento, non effettuato per non forzare a livello muscolare.
Flavio Vergani

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