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Lasciamo una Busto ancora un po' addormentata, ma con un tiepido sole, confidando che il bel tempo ci accompagni fino a destinazione.
Certo le immagini circolate venerdì sul web, che ritraevano il campione olimpico di K1 Daniele Molmenti "uscito per l’allenamento quotidiano con la canoa ... lungo le strade della città", non ci fanno ben sperare.
Qualcuno ci ha consigliato addirittura di portarci la muta da sub: é vero che sono una subacquea in crisi d'astinenza ma ... non esageriamo! Siamo comunque super attrezzati con ombrelli, rigorosamente senza punta, cappelli, mantelle e cerate.
I chilometri che ci dividono dalla meta diminuiscono velocemente forse perché la guida del "nocchiero" Andrea Macchi, mai termine fu più scaramanticamente appropriato, è tranquilla e le argomentazioni di quell'arguto intrattenitore che é Giovanni Castiglioni rendono il tragitto più lieve a tutti i presenti ... o quasi. E si perché il cucciolo del gruppo, all'anagrafe Alessandro Bianchi, probabilmente stremato dalle fatiche scolastiche, piomba in un sonno profondo più o meno all'altezza di Bergamo dolcemente adagiato alla spalla di Arianna che prontamente scatta e pubblica su fb un eloquente selfie.
Si risveglia solo all'arrivo in autogrill, siamo in prossimità dello svincolo di Venezia (!), si mangia un bel panozzo e compra un gratta e vinci sperando di riuscire a pagare la trasferta a tutti ma senza il successo auspicato visto che la vincita è pari a quanto investito.
Finalmente eccoci in una Pordenone decisamente accogliente, non piove e la città è poco affollata, probabilmente sono già tutti a pranzo e anche noi, cucciolo a parte, sentiamo il bisogno di rifocillarci.
Aspettiamo Mario e Romeo che si sono infilati in una pasticceria a prendere un dolce tipico, non ho capito bene cosa sia ma ha a che vedere con la grappa, un saluto ai genitori di Guglielmotti (visto come è andata direi che dovrebbe diventare un rito pre-partita!) e ci concediamo una pizza prima di andare allo stadio ma i minuti passano e le cibarie non arrivano ... che ansia ... non vediamo l'ora di raggiungere il Bottecchia.
Quella sensazione di ansia aumenta quando allo stadio l'attesa per l'emissione dei biglietti é interminabile ... 14.10 ... 14.20 ... la mia tessera del tifoso e quel di Simone Lamperti non vengono accettate dal sistema! 14.35 tutto OK per Alessandro Bianchi, poi è il turno di Arianna Colombo e Andrea Macchi e anche per loro tutto fila liscio, alle 14.50 Paolo Rezzin riesce a superare la barriera umana di steward e forze dell'ordine, stanno annunciando le formazioni ma io e Simone siamo ancora li!
Arrivano anche gli ultras bustocchi coi gemellati triestini e al primo tentativo di fare il biglietto con la formula "porta un amico" il sistema si blocca! Il ragazzo alla biglietteria, gentile e carino, si scusa e chiama rinforzi ... al fischio d'inizio siamo sempre li ... 15.05 finalmente, dopo la perlustrazione della borsa ed il controllo col metal detector, siamo dentro, unica consolazione non aver visto segnare il Pordenone ci ha risparmiato un'ulteriore inkazzatura!
L'uno a uno e il due a uno ci galvanizzano ma il pareggio ci riporta coi piedi per terra ... sempre a soffrire per questa splendida maglia ... poi arriva la telefonata della mamma che, per dare ai gemelli Franchin la situazione del match in tempo reale tra l'acquisto di un arrosto e di qualche spiedino, si procura la foratura di un timpano al tre a due di D'Errico!
Eccoci finalmente al 90', dopo i festeggi di rito, lasciamo lo stadio e, una volta recuperato l'addetto stampa, riprendiamo la via di casa!
Sappiamo quali sono i limiti della nostra squadra ma tre punti galvanizzano sempre tutti ... o quasi!
Ebbene si, per dirla alla Simone Lamperti "anche cambiando posto la musica non cambia", il nostro cucciolo torna a dormire anche se questa volta deve accontentarsi di un appoggio decisamente meno confortevole di quello dell'andata! 
Cristina Castelli

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