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Da che cosa riconosci un amico, e un capitano? Dal fatto che gli chiedi se ha voglia di fare gli auguri alla citta per i suoi 150 anni, e a lui scappa subito un “nostra” anche se non è nato qui. 
Ma il cuore di Paolo Tramezzani batte con noi e per lui Busto è la sua città, quella dove ha trascorso momenti indimenticabili, dove torna in ogni occasione per la sua Pro Patria, dove spera – e non lo nasconde – di tornare un giorno .
E all’invito della Famiglia Bustocca e della Famiglia Sinaghina, ha subito risposto con gioia, con fedeltà Andrea Vecchio che capitano per noi  è stato nell’anima e non smetterà mai di essere una tigre.
Poi Matteo Serafini, che a sua volta ha scritto un messaggio (alcuni sono stati letti, altri verranno pubblicati). La luce in una nebbia continua, nella confusione in cui rifiliamo un gol e subito ne incassiamo uno. E lui, il Teo, a spremersi, a fare tutto, a invitarci a non mollare, perché qualcosa può cambiare.Sì, la festa dei 150 anni di Busto è stata solo il calcio d’inizio e durerà tutto l’anno, inviterà la città, le associazioni e le scuole a fare un percorso insieme. 

Le tigri, però (con il Pro Patria club e il Tigrotto) hanno voluto subito mandare il messaggio forte e chiaro.

Testa alta, diamo il massimo. Lo dice Paolo Tramezzani, a Busto e alla Pro. Lo ripetiamo tutti noi. 

Marilena Lualdi

Giornalista de “La Provincia”

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